Siccità e carrello della spesa, rischio rincari fino al 30% nei prezzi degli alimentari (fonte foto: pixabay)

La siccità rischia di abbattersi sui consumatori anche con nuovi rincari nel carrello della spesa. Con le coltivazioni compromesse da siccità e carenza d’acqua e produzioni decimate, per i prodotti alimentari c’è il rischio di rincari fino al 30%. Soprattutto per latte, pane, pasta, frutta e verdura. Il carrello della spesa di ogni famiglia, insomma.

A soffermarsi su questo aspetto è Assoutenti: «L’emergenza siccità che si registra nel nostro paese rischia di mettere in ginocchio non solo il settore agricolo, ma anche i consumatori».

 

Siccità, Italia a rischio razionamento dell’acqua (fonte foto: pexels-steve-johnson)

 

La siccità e le ripercussioni sul carrello della spesa

La siccità determinerà effetti diretti sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti, evidenzia Assoutenti, sottolineando che la minore disponibilità di prodotti sul mercato rischia di avere come effetto diretto un aumento dei prezzi – l’ennesimo, considerate le ripercussioni di inflazione, caro energia, crisi climatica e conseguenze geopolitiche della guerra in Ucraina.

«In tutte le regioni d’Italia si stanno moltiplicando gli allarmi circa i danni per le produzioni agricole determinati dalla carenza di acqua, indispensabile per irrigare i campi e alimentare gli animali – dice il presidente Furio Truzzi – Le rese produttive agricole lungo la Penisola hanno subito drastiche riduzioni, e in alcuni casi i raccolti si sono addirittura dimezzati con cali fino al 50%. Una situazione che avrà conseguenze inevitabili sui prezzi al dettaglio, che per alcuni beni, secondo le stime di Assoutenti, potrebbero rincarare nelle prossime settimane fino al +30% come effetto delle minori disponibilità sul mercato».

In base alle elaborazioni dell’associazione, tra i prodotti maggiormente a rischio rincari ci sono girasole, mais, grano, cereali e tutti i prodotti derivati (pasta, pane, dolciumi, pizza, ecc.); frutta fresca come albicocche, ciliegie, pesche, susine, pere e mele, ma soprattutto cocomeri e meloni che hanno bisogno di molta acqua per crescere, al pari di verdure come pomodori, insalate, melanzane, basilico.

Sono a rischio rincari anche latte, formaggi, yogurt e latticini, perchè le alte temperature e la mancanza del foraggio per l’alimentazione degli animali stanno riducendo fino al 30% la produzione di latte in Italia.

«Già nell’ultimo mese i prezzi al dettaglio dei generi alimentari hanno subito un aumento del 7,4% su base annua, con una maggiore spesa per il cibo di circa +554 euro annui a famiglia – spiega ancora Truzzi – Un ulteriore incremento dei listini alimentari determinato dalla siccità avrebbe effetti devastanti sulle tasche dei consumatori e sull’intera economia, perché le famiglie reagirebbero ai rincari tagliando i consumi anche su beni primari come il cibo. Una situazione che deve portare Governo e istituzioni a correre al più presto ai ripari, anche intervenendo nei confronti delle società che gestiscono gli acquedotti e che sono responsabili della rete idrica “colabrodo” del nostro paese e dei mancati interventi di risoluzione delle criticità che aggravano la carenza di acqua in Italia e danneggiano imprese e consumatori. Basti pensare che più di un terzo dell’acqua immessa nella rete va sprecata, pari a quasi un miliardo di metri cubi all’anno e di 2,5 milioni di metri cubi al giorno».


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