“No” allo spreco alimentare e “Sì” alla redistribuzione del cibo a chi ne ha più bisogno. Parte da qui l’iniziativa che il Comune di Milano ha patrocinato insieme alla Caritas Ambrosiana. Si chiama “Ristorante Solidale” e di speciale, rispetto agli altri progetti di questo tipo, ha che per la prima volta il cibo verrà portato direttamente a “domicilio”. Ideatori del progetto infatti sono Just Eat e Pony Zero che si avvalgono della collaborazione di alcuni ristoranti partner. Il funzionamento è semplice: i ristoranti che aderiscono all’iniziativa avranno l’impegno di preparare, in corrispondenza di un calendario di appuntamenti prefissati, eccedenze alimentari di materie non lavorate, prodotti freschi, pane, prodotti integri non utilizzati, pronti per essere ritirati dal servizio a domicilio e consegnati per la cena in luoghi come il Refettorio Ambrosiano. Il tutto potrà essere affiancato da un ordine speciale in uno dei ristoranti per completare la consegna con il cibo necessario al numero di persone in attesa di una cena presso il luogo identificato da Caritas.

Sono 1,3 miliardi le tonnellate di cibo che ogni anno vengono sprecate nel mondo: un terzo della produzione alimentare mondiale finisce direttamente nella spazzatura, generando una perdita economica pari a 2.000 miliardi di euro. L’Italia butta via alimenti per un valore di circa 12,6 milioni di euro, sprigionando nell’ambiente 24,5 milioni di tonnellate di CO2.

Ma il nostro Paese è stato anche il primo in Europa che ha approvato una legge per combattere gli sprechi. In vigore dal 14 settembre scorso, la “Legge Gadda” (dal nome della sua relatrice) intende favorire, a fini di solidarietà sociale, il recupero e la donazione di beni alimentari, farmaceutici ed altri prodotti in favore di soggetti che operano senza scopo di lucro. A questo proposito sono previsti, proprio per agevolare gli atti solidali, benefici fiscali per chi cede a titolo gratuito prodotti alimentari ad indigenti. Infatti per incentivare chi dona agli indigenti i Comuni possono applicare una riduzione della TARI proporzionata alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita ed oggetto della donazione.

Il food delivery solidale vuole quindi contribuire a ridurre il fenomeno dello spreco alimentare e ridistribuire eccedenze alimentari e cibo a domicilio aiutando le comunità disagiate. Si parte a gennaio e, se tutto andrà per il meglio, saranno coinvolti a breve anche diversi esercizi di ristorazione della Capitale.

“Ristorante Solidale nasce non solo dalla volontà di fare qualcosa di concreto nell’ambito delle necessità alimentari e di nutrizione in città per chi è più in difficoltà, ma anche grazie alla possibilità di mettere in comunicazione chi prepara il cibo con chi, in questo caso, ne ha più bisogno”, sottolinea Just Eat.

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