Meno carne vuol dire da 50 a 266 milioni di tonnellate di CO2 in meno. Lo rivela uno studio commissionato dalla Commissione europea a due istituti di ricerca tedeschi, il Fraunhofer Institute for systems and innovation research e il LEI Wageningenm, secondo i quali se i cittadini europei rinunciassero per un giorno alla settimana a mangiare carne nel 2020 potrebbero tagliare 50 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, che salirebbero a 200 riducendo le calorie e mangiando piu’ frutta e verdura, per arrivare fino a 266 milioni diventando tutti vegetariani.
La sostenibilità inizia a tavola. Tra la trentina di possibili cambiamenti di abitudini dei consumatori europei, proprio la dieta alimentare costituisce uno dei più interessanti (insieme all’acquisto di un’automobile più piccola, una guida che consumi meno carburante, il tele-lavoro, la diminuzione del riscaldamento di uno o due gradi e una migliore ventilazione delle abitazioni). Secondo lo studio, se i 500 milioni di europei adotta ser una dieta meno ricca di proteine animali, l’Ue potrebbe tagliare entro il 2020 circa metà della CO2 prodotta dalla Polonia nel 2010.
“Il mondo che ti piace. Con il clima che ti piace”. Questo è il nome della campagna europea di comunicazione che verrà inaugurata il prossimo 7 giugno in Italia con un evento a Milano che prevede un dibattito dei cittadini con il commissario Ue al clima, Connie Hedegaard, insieme a politici, scienziati e rappresentanti delle imprese.
“Grazie alle nostre scelte personali, tutti noi possiamo fare la differenza nella lotta contro i cambiamenti climatici”, ha detto la Commissaria Hedegaard, che ha poi aggiunto: “Voglio ascoltare i cittadini e discutere quello che possiamo fare come singoli”.
In Italia diminuiscono i consumi di carne. Intanto in Italia i consumi di carne diminuiscono davvero, ma per colpa della crisi. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle rilevazioni di Coop Italia relative al primo trimestre del 2013, in occasione della divulgazione dei dati sui consumi della Confcommercio, che ha registrato un crollo del 5% proprio tra i consumi di carne degli italiani.
@AlessioPisano

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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