Si naviga sul proprio smartphone, si clicca inavvertitamente su un banner e ci si ritrova abbonati a un servizio non richiesto. A volte basta solo sfiorare una pubblicità che compare nella app che si sta consultando e ci si ritrova abbonati senza mai aver dato il proprio assenso: sono le “nuove frontiere” delle pratiche commerciali scorrette, che viaggiano su smartphone e tablet succhiando soldi direttamente dalle Sim. Adiconsum chiede all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di indagare su queste pratiche.
Il tema è stato sollevato di recente, con la collaborazione dell’associazione, anche da un servizio della trasmissione televisiva Le Iene, che ha intervistato diverse persone cadute nella trappola nonché i responsabili di una società di gestione di tali abbonamenti (che non hanno fornito alcuna risposta esauriente). L’esempio fatto nella trasmissione è emblematico: è come se si entrasse in un negozio, si sfiorasse qualche prodotto o si curiosasse fra gli scaffali, per ritrovarsi con uno scontrino da pagare all’uscita senza aver acquistato niente, ma per il solo fatto di aver toccato o sfiorato gli oggetti esposti. In pratica è quanto accade su smartphone e tablet.
Le pratiche commerciali scorrette giocano sulla facilità con cui si interagisce con il touchscreen di smartphone e tablet, spiega Adiconsum: “La pratica scorretta si realizza grazie a dei banner che si aprono mentre si sta consultando, ad esempio, una app. Gli abbonamenti, a volte si attivano anche solo cliccandoci sopra per chiuderli. Nel migliore dei casi, contestualmente all’attivazione, si riceve un messaggio in cui si avverte che il servizio è stato attivato e viene fornita una mail o un numero da chiamare per disattivarlo. In altri casi, invece, l’abbonamento non richiesto si scopre solo quando arriva la bolletta o quando si fa un controllo del proprio credito telefonico nel caso di Sim ricaricabili”.
“Sono numerosissime le segnalazioni che giungono alle nostre sedi, da parte di consumatori che o in bolletta o sotto forma di ammanchi di credito nel caso di Sim ricaricabili, si ritrovano con abbonamenti a servizi senza averli mai richiesti – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale Adiconsum – Queste pratiche commerciali scorrette, che spillano soldi direttamente dalla Sim, causano un grave danno economico alle famiglie. Per questo stiamo preparando un documento dettagliato sul fenomeno diretto all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, perché avviino un’indagine in merito a tali pratiche, adottando provvedimenti atti a tutelare i consumatori. Ci preme sottolineare che tutte le conciliazioni aperte, sia presso i Co.re.com. che con la conciliazione paritetica, hanno visto sempre accogliere le nostre richieste di rimborso di quanto ingiustamente pagato dal consumatore da parte delle compagnie telefoniche. La diffusione di tali pratiche scorrette – conclude Giordano – richiede una presa di posizione urgente ed efficace, anche in vista dell’entrata in vigore, dal 14 giugno prossimo, della nuova direttiva consumatori. La nuova legge infatti, non serve a nulla se le compagnie non la applicano. Per questo c’è bisogno di agire in maniera preventiva, aprendo un tavolo di confronto Autorità-consumatori-compagnie telefoniche”.
Cosa fare se si incappa in tali servizi? L’associazione consiglia di contattare il proprio operatore telefonico e chiedere la disattivazione del servizio, di chiedere il rimborso di quanto pagato e non dovuto, di rivolgersi alle sedi territoriali di Adiconsum per accedere, se necessario, alla conciliazione.

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Redazione
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2 thoughts on “Telefonia: l’abbonamento non richiesto viaggia su smartphone

  1. Ma non c’è nessuno che possa inventare un’app a protezione dell’utente?
    Che so, magari una richiesta di clic supplementare che confermi il clic precedente?

  2. Dovrebbe bastare l’obbligo legale , corredato di sanzione, dettato dall’ANTITRUST, per ciascuna di queste pratiche, che per essere attivate sia previsto un doppio consenso obbligatorio, cioè la richiesta di confermare VOLONTARIAMENTE IN MODO CHE POSSA ESSERE DIMOSTRATA, possibilmente tramite risposta scritta o posta certificata , la CONFERMA DELL’ORDINE.
    SANZIONE : condanna all’annullamento della licenza commerciale ed alla riparazione del danno materiale ed esistenziale.

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