Prima o poi qualcuno dovrà avere il coraggio di proporre una moratoria sulle millemila trasmissioni di cucina che imperversano su tutti i canali televisivi, con chef rinomati che sbraitano contro gli aspiranti cuochi perchè non hanno impiattato il pomodoro in modo da disegnare una perfetta tavolozza di colori sulla zuppa che non si può chiamare zuppa, perché è frutto della mescolanza di una serie di ingredienti che necessitano del vocabolario al comune mortale – mai visti, mai sentiti, mai assaggiati. Prima o poi qualcuno dovrà dire agli chef rinomati che la cucina è bella ed è creativa, ma non per questo la perfetta definizione del capolavoro culinario deve essere fatta e disegnata a spese della quantità di cibo, intesa come valore rinunciabile del piatto. Tradotto: con una forchettata di spaghetti creativi in salsa colorata, cosa vuoi che ci faccia una persona dotata di un sano appetito?

Si dirà: sono discorsi da proletari del cibo, da imberbi della cucina, da italiani cresciuti a pasta e fagioli della nonna, che non sanno apprezzare le sofisticate rivisitazioni culinarie e del gusto proposte da… Stop. Pasta e fagioli? È proprio uno dei piatti che gli italiani amano di più perché è legato alla tradizione, alla preparazione fatta in casa, al richiamo di affetti lontani, alla cucina della nonna. Non siamo noi a dirlo, ma uno studio condotto da Story Cooking di Casa Coricelli, l’osservatorio sulle tendenze nel mondo dell’olio e della cucina dell’omonima azienda umbra, che ha realizzato un’analisi online su social network, blog e forum per scoprire quali sono le tendenze alimentari degli italiani. E ha scoperto che, nonostante l’imperativo categorico di accostare sapori nuovi e di fare preparazioni ricercate e d’alta classe che sembra arrivare da uno stuolo di chef – vip – testimonial e quant’altro, agli italiani piace la cucina della nonna. Quella di famiglia. Quella che riporta ai sapori della tradizione. Quella che fa ricordare i mitici tortellini in brodo fatti dalla nonna, che per un’intera settimana cucinava carne e stendeva pasta, e per un numero infinito di giorni creava (questa sì, una perfetta creazione) minuscoli meravigliosi golosi inimitabili tortellini.

Addio dunque alla crema di lattuga con quaglie e gambero – lattuga in crema? quaglie? sono commestibili le quaglie? – gli italiani “dicono basta alle ricette stile Masterchef” a tutti i piatti con ingredienti ricercati e difficili da preparare, tanto che in sette su dieci preferiscono tornare ai piatti della nonna e della tradizione. E quali sono le ricette più gettonate? Naturalmente – viviamo in Italia, su – quelle a base di pasta come appunto la pasta con i fagioli, ma si piazzano bene anche minestre e passati, zuppe a base di verdure, legumi e cereali, ricette di pesce. Sono piatti in genere semplici che richiamano sapori e odori di casa e convivialità, tanto è vero che il 38% degli italiani afferma che la loro preparazione richiama parte della famiglia oppure diventa un bel modo di trascorrere del tempo libero insieme al partner (21%) o con gli amici (16%).

Le ricette tradizionali sono amate perché sono le ricette di famiglia, permettono di ricordare momenti belli della propria infanzia e rivivono nel tempo, passate da nonna a figlia a nipote, legate indissolubilmente alla presenza di chi ne sapeva tutti i segreti e li tramandava con l’esempio, la parola, i gesti, gli aromi. Sono piatti che uniscono la famiglia perché si abbinano a un sentimento e a un affetto – non al colore della melanzana sfilettata impiattata e snaturata intorno a un tortino di ingredienti mai visti in commercio.

Le ricette molto elaborate, dice la ricerca, ormai hanno stancato perché “sono piatti che richiedono ingredienti costosi e difficilmente reperibili (78%), ma allo stesso tempo necessitano di capacità in cucina che non tutti hanno (72%) nel creare abbinamenti di gusto talmente innovativi che non sempre incontrano i gusti più tradizionali della famiglia (61%)”. Insomma: gli italiani non hanno soldi per comprare il fois gras, non sanno come si taglia nè come si cucina, e pure se sapessero farlo i familiari si cucinerebbero un piatto di spaghetti al pomodoro. Attenzione poi, spiega la ricerca, perché a scegliere di tornare alla tradizione in cucina sono di più le donne in carriera e gli uomini impegnati in lavori da ufficio, quasi come se la manualità in cucina permettesse loro di esprimere creatività, riappropriandosi dei sapori con i quali sono cresciuti.

Occhio dunque alla prossima trasmissione di cucina. Perché quando Carlo Cracco spunterà dallo schermo televisivo per parlarvi del suo mitico uovo marinato, avere a portata di mano una bella pasta con i fagioli aiuterà ad affrontare con grande gioia e tanto compiacimento la sfida della creatività estrema e dell’impiattatura mancata. Con un bel cucchiaio di pasta, presa direttamente dalla pentola, e il profumo di nonna nell’anima.

 

@sabrybergamini

 

Notizia pubblicata il 22/06/2017 ore 17.05


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