Obesità, calorie nei menu

Pochi anni fa il Times aveva definito il Regno Unito “The fat man of Europe” con il 63% delle persone adulte in sovrappeso. La pandemia COVID-19 ha evidenziato l’impatto che l’obesità può avere sulla salute e sui costi sanitari. Così il Governo inglese ha deciso di correre ai ripari a partire dalla proposta di inserire l’indicazione delle calorie sulle etichette degli alimenti nelle aziende alimentari fuori casa dall’aprile 2022.

“Il nostro obiettivo – ha detto il ministro della sanità pubblica, Jo Churchill – è rendere il più semplice possibile per le persone fare scelte alimentari più sane per sé e per le loro famiglie, sia al ristorante che a casa. Queste misure costituiscono un importante elemento costitutivo della nostra strategia per sostenere e incoraggiare le persone a raggiungere e mantenere un peso più sano”.

La misura contro l’ obesità in Parlamento

Una nota governativa precisa che Parlamento inglese emanerà dei regolamenti che richiederanno alle grandi aziende con 250 o più dipendenti, inclusi caffè, ristoranti e rosticcerie, di visualizzare le informazioni sulle calorie di cibi e bevande analcoliche non preconfezionati preparati per i clienti. Richiedendo solo alle grandi aziende di etichettare le calorie nei menu, non ci sarà alcun impatto sulle piccole imprese indipendenti. Secondo la nota l’intervento garantirà che coloro che potrebbero trovare il requisito più difficile non ne siano influenzati. Il governo collaborerà con il settore alimentare e delle bevande e le autorità locali per assicurare che i regolamenti vengano applicati senza problemi.

L' obesità dilaga
L’ obesità dilaga

“The fat man of Europe”

Quasi due terzi (63%) degli adulti in Inghilterra sono in sovrappeso o convivono con l’obesità. 1 bambino su 3 lascia la scuola primaria in sovrappeso o obeso. Si stima che le condizioni correlate al sovrappeso e all’obesità in tutto il Regno Unito costino al Sistema sanitario 6,1 miliardi di sterline ogni anno. Le misure fanno parte della più ampia strategia del governo per combattere l’obesità. Si tratta di interventi che aiuteranno a garantire che le persone siano in grado di fare scelte più informate e più sane quando si tratta di mangiare cibo fuori o ordinare da asporto. Intanto ci si aspetta che le nuove regole vengano accolte con favore dai consumatori, In un sondaggio della sanità pubblica inglese sulla riduzione delle calorie, il 79% degli intervistati ha affermato di ritenere che i menu dovrebbero includere il numero di calorie nel cibo e nelle bevande.

Calorie nei menu, quanto sono efficaci?

Uno studio del 2019 pubblicato sul British Medical Journal aveva stimato l’effetto dell’etichettatura delle calorie sul menu di un grande franchising di ristoranti nel sud degli Stati Uniti. La rilevazione aveva riguardato le calorie dei prodotti acquistati. Il risultato fu una piccola diminuzione delle calorie medie acquistate per transazione. Riduzione poi diminuita in un anno di follow-up.
In tre anni e su 104 ristoranti, sono state effettuate 49 062 440 transazioni e sono stati acquistati 242 726 953 articoli. Dopo l’implementazione dell’etichettatura, la ricerca ha rilevato una diminuzione del livello di 60 calorie per transazione. Segue una tendenza all’aumento di 0,71 calorie per transazione per settimana indipendente della tendenza di base nell’anno successivo all’implementazione. La diminuzione del livello sono stati più forti per i contorni che per gli antipasti o le bevande zuccherate.

Il parere dei consumatori: il punto di vista di Agostino Macrì (UNC)

Abbiamo chiesto ad Agostino Macrì, responsabile sicurezza alimentare Unione Nazionale Consumatori, cosa ne pensa di questa misura in particolare in virtù di un concreta lotta all’obesità: “L’idea del Governo inglese di obbligare le grandi catene di distribuzione degli alimenti ad indicare nei menu le calorie, ha come obiettivo primario la riduzione dell’obesità e del sovrappeso. Anche se non viene espressamente dichiarato si manterrebbe invariata la quantità di cibo che si assume diminuendone però il contenuto calorico. Dalle informazioni disponibili non si capisce se le calorie saranno espresse per porzione o per unità di misura (es. cento grammi)”.

I produttori come potrebbero reagire? “Si può prevedere che cercheranno di ridurre le calorie sostituendo (almeno parzialmente) i nutrienti calorici grassi e zuccheri con additivi alimentari quali gli addensanti e i dolcificanti. I risultati degli studi compiuti nel USA applicando una procedura del genere non sembrano essere molto incoraggianti. Forse la soluzione migliore potrebbe essere quella di suggerire una riduzione dei consumi: questa soluzione non sarebbe però gradita ai produttori di alimenti”.

 

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello che scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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