Ingannevoli le pubblicità delle acque minerali Uliveto e Rocchetta che usano da anni la frase “acque della salute”: è scorretto utilizzare una frase del genere come scorretto è il richiamo alla prevenzione di alcune malattie, come l’osteoporosi. Lo ha deciso il  Comitato di controllo del Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria su segnalazione de Il Fatto Alimentare. La società Cogedi ha interrotto le campagne in corso.
Il messaggio, apparso su diversi quotidiani come La Sicilia, il Corriere della sera e la Repubblica, risulta ingannevole perché attribuisce in modo del tutto improprio proprietà nella prevenzione e nella cura di malattie, ad esempio l’osteoporosi e o la calcolosi urinaria. Anche il riferimento nel messaggio alla Federazione Italiana Medici di Famiglia (F.I.M.M.G.) risulta arbitrario perché si tratta un’associazione di natura sindacale che “attribuisce alle promesse pubblicitarie il vaglio di un riscontro scientifico inducendo il pubblico a fare affidamento su qualità curative dei prodotti che essi non possiedono”.
Anche lo slogan “acque della salute” è ingannevole perché lascia intendere che Uliveto e Rocchetta siano prodotti “specificamente utili per la prevenzione e la cura di malattie”. Secondo la sentenza si tratta di indicazioni salutistiche che “non hanno trovato esplicita autorizzazione ministeriale e sono quindi anche sotto questo profilo improprie”. La scritta “acque della salute” non potrà più essere utilizzata nella pubblicità.
Il Fatto Alimentare ricorda che la frase “le acque della salute” è stata giudicata ingannevole in una sentenza del Giurì del  2004 http://www.ilfattoalimentare.it/wp-content/uploads/2013/03/Pron-211-04-Cdc-c.-COGEDI-acque-salute.pdf, perché attribuiva alle due minerali un requisito di superiorità rispetto alle altre marche che non esiste. I manager di Rocchetta e Uliveto hanno continuato ad utilizzare lo slogan togliendo l’articolo “le”, ma il meccanismo non ha funzionato.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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