Turismo

Viaggi all'estero e rischio di quarantena

I voucher emessi l’anno scorso per i titoli di viaggio annullati causa covid, e rimasti inutilizzati, sono in scadenza. I consumatori possono, dunque, chiedere il rimborso delle somme pagate. Infatti – ricorda Confconsumatori Latina – in virtù delle disposizioni legislative adottate dal parlamento italiano nel 2020, i voucher per i titoli di viaggio hanno una validità di 12 mesi, trascorsi i quali, in caso di mancato utilizzo, il passeggero può chiedere il rimborso in denaro.

L’associazione consiglia, quindi, ai passeggeri di formulare una richiesta scritta, mentre per i pacchetti turistici occorrerà attendere ancora.

Quali sono i voucher in scadenza?

Confconsumatori ricorda che la possibilità di richiedere il rimborso riguarda i viaggi in aereo, treno, nave, e pullman per i quali, in virtù della normativa, le aziende avevano la facoltà di effettuare il rimborso del servizio cancellato a causa dell’emergenza Covid-19 emettendo un voucher, senza che fosse necessaria l’accettazione da parte del destinatario.

“Le disposizioni – specifica – si applicano ai soli viaggi che dovevano effettuarsi dall’11 marzo 2020 al 30 settembre 2020, e per i quali è intervenuto il recesso e/o la cancellazione entro il 31 luglio 2020. Questione diversa per i pacchetti turistici, per i quali bisognerà ancora, fino alla scadenza dei 18 mesi”.

 

Voucher in scadenza

 

L’associazione segnala, quindi, le illegittimità con cui i passeggeri si sono scontrati quando hanno cercato di utilizzare i voucher. Ad esempio: rifiuti ad utilizzarli per altre tratte; richieste di integrazioni in denaro per la stessa tratta o impossibilità di acquistare on-line e obbligo di utilizzo del call center.

I consigli per i passeggeri

Confconsumatori consiglia ai passeggeri interessati, una volta trascorsi i 12 mesi dall’emissione del voucher, di formulare richiesta scritta di rimborso e contestare eventuali dinieghi o intralci nella gestione delle pratiche.

In caso di mancata emissione dei voucher o di ritardata emissione – ricorda – tali buoni dovevano essere emessi secondo questa tempistica:

  • se a recedere era stato il vettore questi doveva dare tempestiva comunicazione al passeggero ed emettere il voucher entro i successivi 30 giorni;
  • se a recedere era stato il passeggero il vettore doveva emettere il voucher entro 30 giorni dalla comunicazione.

“Quindi – conclude – ogni ulteriore ritardo nell’emissione del voucher non è da considerarsi accettabile ed è ingiustificato”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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