Come inizia l’anno per i consumatori? Aumentano i carburanti, un po’ in calo la bolletta elettrica (fonte immagine Pixabay)

Come inizia l’anno per i consumatori? Aumentano i carburanti, un po’ in calo la bolletta elettrica

Il 31 dicembre è scaduta la proroga del taglio delle accise, costo dei carburanti in aumento. Secondo Arera, nel primo trimestre dell’anno il costo dell’elettricità si riduce del 19,5%. Ma questo non basta ad alleggerire più di tanto la spesa per la bolletta elettrica che segna ancora più 67%

Come inizia l’anno per i consumatori? Il costo dei carburanti aumenta perché il 31 dicembre 2022 è scaduta la proroga degli taglio delle accise sui carburanti, mentre sul fronte bollette elettriche l’Autorità per l’energia ha comunicato per il primo trimestre 2023 un calo del 19,5% – ma la spesa per la famiglia tipo è comunque in crescita del 67% rispetto all’anno precedente.

Dal 1° gennaio sul prezzo dei carburanti non c’è più il taglio delle accise, che da novembre era stato ridotto e valeva 15 centesimi al litro, 18,3 con l’Iva, per benzina e gasolio e 6,1 centesimi per il gpl per autotrazione. La misura originaria, che valeva 30,5 centesimi, era stata introdotta lo scorso marzo dal Governo Draghi.

Il 29 dicembre invece l’Arera, l’Autorità per l’energia, reti e ambiente, ha diffuso l’aggiornamento delle condizioni di maggior tutela elettrica per il I Trimestre 2023 (mentre in base al nuovo metodo di calcolo, il valore del prezzo gas che sarà pagato dai clienti per i consumi di dicembre verrà pubblicato il 3 gennaio).

La bolletta dell’energia elettrica

«Con il calo delle quotazioni all’ingrosso dei prodotti energetici e l’attuazione da parte di ARERA degli interventi del Governo contenuti nella legge Bilancio – informa l’Autorità – per il primo trimestre del 2023 il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo in tutela si riduce: -19,5%».

La bolletta rimane comunque elevata.

Come spiega l’Autorità, infatti, «la forte crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo anno e il loro mantenersi comunque su livelli altissimi si riflette sulla spesa per la bolletta elettrica. In termini di effetti finali la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° aprile 2022 e il 31 marzo 2023) sarà di circa 1.374 euro, +67% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2021- 31 marzo 2022)».

I bonus sociali

L’Autorità, sempre come previsto dalla “legge Bilancio”, ha confermato per il primo trimestre del 2023 il potenziamento dei bonus sociali elettricità e gas che, per il sesto trimestre consecutivo, consentiranno alle famiglie ammesse a questo strumento di protezione di sostenere la propria spesa energetica e compensare gli aumenti registrati rispetto ai livelli di spesa di metà 2021.

Come previsto, inoltre, sarà ampliata la fascia dei beneficiari ammessi ai bonus sociali, con il livello ISEE necessario per usufruirne che, per il 2023, sale a 15.000 euro (dai precedenti 12.000, con una soglia sempre a 20.000 euro per le famiglie numerose). Il bonus avrà un’intensità diversa tra le diverse fasce di ISEE che Arera definirà nel mese di gennaio. I bonus sono erogati direttamente in bolletta a tutte le famiglie aventi diritto, a condizione che abbiano un ISEE valido nel corso del 2023 ed entro la soglia indicata. L’ISEE ha una validità coincidente con l’anno solare ed è quindi importante ripresentare ad inizio anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere la certificazione valida per il 2023.

«Come in altre occasioni la variazione percentuale pur marcata del costo dell’energia elettrica non deve spingere a conclusioni affrettate. La situazione sui mercati all’ingrosso certamente ha risentito di particolari condizioni ambientali ma anche di una evoluzione e di un rafforzamento della capacità di reazione del sistema al permanere delle tragiche vicende belliche che ancora caratterizzano lo scenario internazionale – ha commentato il presidente di Arera, Stefano Besseghini – Tuttavia i mercati sono caratterizzati ancora da una marcata volatilità, la stagionalità inciderà sulle variazioni dei prezzi del gas e i valori assoluti rimangono ancora straordinariamente alti. Gli interventi del governo a supporto dei consumatori mantengono inalterato il loro valore ed in particolare ricordo ai cittadini, alle associazioni dei consumatori e ai CAF, quanto sia importante richiedere la certificazione ISEE per il 2023 per consentire la più sollecita individuazione del punto di prelievo dell’energia elettrica o il punto di riconsegna del gas e la conseguente erogazione dei benefici previsti».

 

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Federconsumatori: spesa insostenibile per molte famiglie

Gli effetti nella bolletta elettrica sono comunque alti e le associazioni dei Consumatori tornano a ribadirlo. La spesa, dice Federconsumatori, anche se in diminuzione «risulterà comunque insostenibile per molte famiglie, che già stanno affrontando gli aumenti passati e che nel 2023, tolta la spesa per luce e gas, già dovranno affrontare per le altre spese aumenti di +1503,62 euro».

«Nonostante la recente diminuzione, non si può e non si deve ancora abbassare la guardia sul fronte energetico: è quanto mai necessario assumere decisioni e prendere provvedimenti adeguati, più incisivi di quelli finora previsti in manovra».

Fra le richieste di Federconsumatori, c’è quella di ampliare la platea dei beneficiari dei bonus energia, gas e anche di quello idrico innalzando ulteriormente le soglie ISEE fino almeno a 20mila euro per tutti i nuclei familiari e ancora più alta per le famiglie numerose, aumentando in forma progressiva gli importi erogati; di liberare il mercato dell’energia dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati; di disporre una garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, nonché un Fondo contro la povertà energetica.

UNC: calo insufficiente

Dal 1° gennaio la bolletta dell’elettricità scende dunque del 19,5% ma non basta, commenta l’Unione Nazionale Consumatori.

«Il calo è certo positivo ma insufficiente per compensare i rincari record dei trimestri precedenti. Le bollette restano da ricovero», ha detto Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, se per una famiglia tipo il -19,5% significa spendere su base annua 348 euro in meno, la spesa totale nel 2023 (non secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, nell’ipotesi di prezzi costanti) arriva in realtà alla cifra di 1434 euro (112 euro in più rispetto ai 1322 spesi nel 2022 secondo Arera), che sommati ai 1714 del gas dovuti all’aggiornamento di un mese fa, determinano una stangata complessiva pari a 3148 euro. Il prezzo della luce, prosegue l’associazione, sale comunque del 15,4% rispetto a un anno fa, rispetto al primo trimestre 2022, e del 164,8% nel confronto con il 2021.

Movimento Consumatori: “Chiudiamo Borsa italiana del gas”

Per il Movimento Consumatori la riduzione «è dovuta al contemporaneo intervento del blocco delle componenti degli oneri generali di sistema e al nuovo metodo di calcolo introdotto lo scorso luglio dall’Autorità per i prezzi energetici. Nel dettaglio, la variazione del -19,5% del prezzo finale per la famiglia tipo è sostanzialmente legata alla diminuzione della componente energia che risulta essere così fissata a 53,11 centesimi di euro al kWh, comprensiva delle imposte. La notizia, seppur confortante, si scontra con la crescita su base annuale della spesa che per la famiglia tipo è di circa 1.374 euro (67% in più rispetto all’anno precedente)».

«Non possiamo continuare a ‘gettare’ miliardi di soldi pubblici per lenire la situazione delle famiglie e delle imprese (ad oggi dall’inizio della crisi energetica il nostro Paese ha già messo sul piatto 80 miliardi di euro) senza affrontare il problema del caro gas alla radice -ha commentato Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – Oggi il prezzo del gas è deciso da Arera che lo aggancia al valore della Borsa gas italiana, il cosiddetto ‘punto di scambio virtuale’, ‘palestrina’ dove giocano poche decine di operatori che per lo più speculano. Questa Borsa, fatta per gli acquisti a brevissimo termine (quasi sempre titoli derivati speculativi) andrebbe chiusa tramite decreto fino al termine dell’emergenza, ottenendo il risultato di tagliare drasticamente il prezzo del gas e di liberare risorse pubbliche a favore di politiche sociali di sviluppo. Evidentemente la politica preferisce abdicare al proprio potere regolatorio pur di non inimicarsi gli interessi della finanza speculativa. Si preferisce tassare gli extraprofitti anziché eliminare le speculazioni alla radice! Siamo in un’economia di guerra? Rispondiamo con politiche pubbliche risolutive, non buttiamo via i soldi dei cittadini, non indeboliamo ulteriormente il nostro Paese creando nuovo debito pubblico».


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