Consumi energetici delle famiglie, nel 2020 rincarano per quattro nuclei su dieci (fonte immagine Pixabay)

I consumi energetici delle famiglie sono rincari nel 2020 per oltre quattro famiglie su dieci. Tre quarti delle famiglie cercano di ridurre le spese per l’energia elettrica e i consumi energetici con una serie di azioni diverse che privilegiano quelle più semplici e accessibili – la sostituzione delle lampadine con quelle a risparmio energetico, la scelta di elettrodomestici più efficienti. Comprensibilmente, la spesa per i consumi energetici è maggiore nelle famiglie con anziani e bambini.

Nel 2020 la spesa media annuale in consumi energetici è di 1.411 euro a famiglia (1.542 euro al Nord; 1.220 euro nel Mezzogiorno) di cui l’83,8% per metano ed energia elettrica.

Al Nord si spende di più per il metano (50,3%), nel Mezzogiorno per l’energia elettrica (49,5%). Quattro famiglie su dieci (il 41,8%) dichiarano un aumento delle spese energetiche nel 2020 mentre solo per il 3,5% delle famiglie le spese energetiche sono diminuite.

Sono i dati diffusi oggi dall’Istat nel report “I consumi energetici delle famiglie. Anni 2020/2021”. Per l’Unione Nazionale Consumatori sono “dati di un mondo che non c’è più”.

Più della metà delle famiglie ha un sistema di riscaldamento che ha più di 10 anni e gli impianti centralizzati sono i più datati (oltre il 40% ha almeno 20 anni). Il 17% delle famiglie fa uso di legna (di cui circa il 60% in tutto o in parte con autoapprovvigionamento), il 7,3% di pellet.

 

Infografica consumi-energetici Istat dicembre 2022

 

Consumi e risparmio energetico

Tre quarti delle famiglie cerca di ridurre le spese per l’energia elettrica. È pari al 75,4% la quota di famiglie che ha effettuato investimenti in risparmio energetico negli ultimi cinque anni – di cui il 70,7% per l’energia elettrica, il 26% per il riscaldamento, il 16,8% per la produzione di acqua calda.

Tra i principali investimenti per risparmiare sulla bolletta elettrica c’è la sostituzione delle lampadine tradizionali con lampadine a risparmio energetico (67% di famiglie).

Il consumo di energia elettrica di un’abitazione è riconducibile anche all’efficienza degli elettrodomestici: il 22,4% delle famiglie, spiega ancora l’Istat, ha dichiarato di aver sostituito gli elettrodomestici obsoleti con modelli più efficienti nei cinque anni precedenti.

Risultano meno diffusi altri tipi di interventi di risparmio come l’installazione di regolatori d’intensità o di interruttori crepuscolari o di impianti a energia rinnovabile per la produzione di energia elettrica (impianto fotovoltaico, minieolico ecc.).

Fra gli investimenti per ridurre la spesa di riscaldamento, fatti dal 26% delle famiglie negli ultimi cinque anni, il 15,6% è passato a dotazioni più efficienti (ad esempio sostituendo la caldaia o apparecchi singoli con modelli più efficienti, oppure passando da apparecchio singolo a impianto autonomo) mentre il 10% ha aumentato l’isolamento dell’abitazione.

Inoltre, il 16,8% delle famiglie è intervenuta per ridurre la spesa per la produzione di acqua calda: in particolare il 15,8% è passato a dotazioni più efficienti, ad esempio ha sostituito la caldaia o lo scaldabagno singolo con modelli più efficienti o è passato all’impianto autonomo da apparecchi singoli. Una quota contenuta di famiglie ha in programma di fare investimenti appena possibile per ridurre le spese per energia elettrica (9,5%), per il riscaldamento (13,6%) o per la produzione di acqua calda (12,3%) .

Per alcune famiglie le intenzioni di investire in risparmio energetico si scontrano però con le possibilità economiche e con i costi degli interventi: il 15,5% delle famiglie ha rinunciato a investimenti per ridurre le spese dell’energia elettrica perché troppo costosi, il 19,8% ha rinunciato per lo stesso motivo a interventi per risparmiare sui costi del riscaldamento dell’abitazione e il 18,9% sui costi di produzione dell’acqua calda.

 

Istat consumi energetici delle famiglie 2020/2021

 

Aumento dei consumi energetici con lockdown e smartworking

L’Istat certifica un aumento dei consumi energetici dovuto anche a lockdown e smart working. Se la spesa annua del 2020 è stata di 1411 euro per i consumi energetici delle abitazione, circa 118 euro al mese, il 41,8% delle famiglie dichiara di aver avuto nel 2020, rispetto all’anno precedente, un aumento di spesa per consumi energetici: per il 12,3% le spese sono notevolmente aumentate, per il 29,5% sono aumentate in misura moderata, sono rimaste invariate per il 35,3% delle famiglie, mentre per il 3,5% sono diminuite.

All’aumento delle spese, spiega ancora l’Istat, possono aver contribuito la maggiore presenza in casa dei familiari durante i periodi di lockdown e l’adozione del lavoro da casa.

Consumi energetici, anziani e bambini

Comprensibilmente la spesa per i consumi energetici è maggiore nelle famiglie con anziani e bambini.

«La spesa energetica media è tanto più alta quanto maggiore è la dimensione familiare: si passa da 1.150 euro per una famiglia monocomponente a 1.859 euro per le famiglie con cinque o più componenti. Si evidenziano comunque economie di scala con un incremento delle spese non proporzionale rispetto al numero di componenti», rileva l’Istat.

Una famiglia di cinque persone spende il media il 62% in più l’anno rispetto a una monocomponente. La presenza di persone anziane è associata a un aumento della spesa energetica per il riscaldamento. Tutte le tipologie di famiglie in cui siano presenti persone anziane spendono leggermente di più rispetto alle altre (rispettivamente 1.448 e 1.385 euro). Anche la presenza in famiglia di bambini e ragazzi sotto i 18 anni è associata a una spesa maggiore della media (1.576 euro contro 1.411 valore medio nazionale).

 

Istat consumi energetici delle famiglie 2020/2021

 

Consumi energetici e impianti di riscaldamento

Un terzo delle famiglie ha impianti di riscaldamento con più di venti anni. Sul consumo energetico dell’abitazione incide la vetustà degli apparecchi e degli impianti. L’Istat rileva che per riscaldare casa nel 2021 il 57,8% delle famiglie si avvale in modo prioritario di una dotazione che ha più di dieci anni, il 32,5% utilizza apparecchi o impianti con almeno 20 anni. Gli impianti centralizzati di riscaldamento sono i più vecchi (oltre il 40% ha almeno 20 anni, il 17,7% meno di cinque anni). Tra gli impianti autonomi il 35,2% ha almeno 20 anni e il 18,5% meno di cinque anni.

UNC: “Dati di un mondo che non c’è più”

Dal 2020 però la situazione è ancora cambiata. Dopo il lockdown c’è la crisi dei prezzi dell’energia, saliti alle stelle. E così per l’Unione Nazionale Consumatori la spesa per i consumi energetici di cui parla l’Istat (1.411 euro a famiglia) è già superata.

«Dati di un mondo che non c’è più. Purtroppo a partire da luglio 2021 i prezzi energetici hanno cominciato a decollare raggiungendo livelli lunari», afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo lo studio dell’associazione, elaborando i dati Istat, rispetto a dicembre 2020 l’energia elettrica è aumentata da allora del 265,2%, +175,4% il mercato tutelato e +315,2% il libero, mentre il gas naturale e di città è salito del 184,6%.


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