Energia, Besseghini (presidente Arera): sul mercato libero dell’elettricità prezzi più alti (Foto Pixabay)

Ad oggi le offerte sul mercato libero dell’elettricità «appaiono poco attraenti rispetto ai diversi servizi regolati, essendo caratterizzate da prezzi normalmente più alti». È quanto ha detto Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità per energia, reti e ambiente (Arera) nella sua relazione annuale.

Diversi i temi affrontati, che coprono tutti i vari aspetti della regolazione e dei mercati sui quali l’Arera ha competenza. Vale la pena di citare due argomenti che hanno catalizzato l’attenzione dei consumatori negli ultimi mesi e anni: l’andamento dei bonus sociali e il passaggio al mercato libero dell’energia, che si è appena concluso (il 1° luglio con la fine tutela prezzi dell’elettricità).

I bonus sociali

«Il meccanismo dei bonus energetici – ha detto Besseghini – si è rivelato efficace per i consumatori economicamente più deboli, anche grazie all’automatismo e alla flessibilità potenziati con interventi trimestrali mirati da parte del Governo. Malgrado ciò è emersa in tutta la sua evidenza la difficoltà di intercettare una fascia di consumatori non classificabili come poveri in senso stretto ma che, in presenza di costi straordinari dell’energia, possono vedere compressa in maniera significativa la propria capacità di spesa ed essere portati a compiere scelte di consumo che li avvicinano alle caratteristiche della povertà energetica».

Su questi consumatori non ci sono a oggi strumenti per unire “selettività ed efficacia”, obiettivi forse più raggiungibili secondo il presidente Arera «se si considerasse l’indicazione più volte ribadita da questa Autorità: valutare una significativa copertura degli oneri di sistema per il tramite della fiscalità generale, maggiormente in grado di intercettare gli effettivi livelli di reddito dei soggetti gravati dall’onere».

Il bilancio dei bonus sociali evidenzia che, nel complesso, nel 2023 sono stati riconosciuti circa 4,6 milioni di bonus sociali elettrici e circa 3 milioni di bonus gas ed è proseguito il percorso di piena attuazione del bonus sociale idrico, strumento che ha raggiunto 2,3 milioni di famiglie. L’automatizzazione del bonus idrico ha permesso di quadruplicare il numero di famiglie raggiunte.

Energia, il superamento della tutela dei prezzi

Il presidente Arera si è poi soffermato, nella sua relazione, nel «lungo processo di superamento della tutela dei prezzi nei mercati dell’energia».

La fine della tutela è stata decisa nel 2017 e per vari motivi rinviata fino al 2024. Sia per l’elettricità che per il gas i consumatori interessati erano poco più di un terzo del totale.

«L’introduzione della categoria dei vulnerabili, per i quali è stato previsto il proseguimento della tutela anche dopo la scadenza, ha ridotto il perimetro dei soggetti interessati – ha spiegato Besseghini – Per i clienti vulnerabili di fatto prosegue un servizio di tutela sia nel servizio elettrico che in quello gas. Per i clienti non vulnerabili gas, si è introdotta la possibilità di proseguire con il proprio fornitore in un regime di prezzo particolare, corrispondente ad una offerta PLACET in deroga. Ricordo che l’offerta PLACET è un’offerta che replica tutte le condizioni contrattuali della tutela, a parte il prezzo lasciato alla libera definizione del venditore».

Nell’ambito del gas, dunque, il passaggio al nuovo regime c’è stato nel gennaio 2024 e «ha visto offerte che, per il cliente domestico tipo con un consumo di 1400 Smc/anno, hanno comportato aumenti di spesa compresi tra il 3,7% ed il 12,5%».

La fine tutela dei prezzi nell’elettricità si è appena realizzata e per i clienti elettrici non vulnerabili è previsto il Servizio a tutele graduali come servizio transitorio verso il mercato libero.

Il passaggio c’è stato il 1° luglio, sono state fatte aste per il servizio a tutele graduali e il risultato delle aste «ha determinato un vantaggio per il consumatore che è transitato nel servizio a tutele graduali di circa 113 €/anno a parità di tutti gli altri costi».

Besseghini ha dunque sintetizzato lo stato dell’arte.

«Riassumendo, la situazione ad oggi vede i clienti elettrici italiani divisi in quattro categorie: i clienti vulnerabili serviti in tutela (circa 3,6M) o sul mercato libero (circa 8,4M), che possono in qualunque momento passare dal servizio al mercato e viceversa e manterranno questa prerogativa indefinitamente. I clienti non vulnerabili, transitati automaticamente nel Servizio a Tutele Graduali (circa 3,6M) oppure serviti sul mercato libero (circa 14,7M), che potranno compiere qualunque scelta verso o all’interno del mercato libero ma non potranno scegliere di tornare nei servizi di tutela, salvo il caso in cui (per qualunque motivo) divengano vulnerabili o restino senza fornitore. Ad oggi le offerte disponibili sul mercato libero appaiono poco attraenti rispetto ai diversi servizi regolati, essendo caratterizzate da prezzi normalmente più alti».

Comunicazione & Consumatori

Non manca un approfondimento sulla comunicazione ai consumatori, nella consapevolezza che solo “un insieme ristretto” di loro ha una piena comprensione delle dinamiche di mercato e di prezzo all’interno dei mercati dell’energia.

«Emerge chiaramente la difficoltà nel comunicare con il consumatore finale ed in particolare con il piccolo consumatore – ha spiegato Besseghini – La forza commerciale dei grandi gruppi, nel costruire una narrativa in grado di valorizzare nel prezzo elementi aggiuntivi rispetto alla fornitura della commodity energetica, determina scelte non sempre economicamente razionali».

«Deve essere ben presente – ha ribadito Besseghini – che la comprensione delle dinamiche di mercato è patrimonio soltanto di un insieme ristretto di consumatori, particolarmente attenti, che riescono a cogliere il valore di tali elementi nella cacofonia commerciale che caratterizza l’argomento ed a cui tutti, volutamente o meno, contribuiamo. È necessario quindi che, superata la fase in cui l’informazione è stata principalmente orientata a rassicurare il cliente finale sulla continuità della fornitura e sulla gratuità del passaggio, si costruisca uno stabile canale informativo per permettere al consumatore di apprezzare gli elementi chiave dell’offerta e la coerenza tra quanto offerto in sede di contrattualizzazione e quanto effettivamente riscontrabile in sede di esecuzione contrattuale».


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