bollette energia

Energia, fioccano le disdette unilaterali dei contratti a prezzo bloccato (foto pixabay)

Bisogna difendere i consumatori dagli aumenti nell’energia che vengono dalle disdette unilaterale dei contratti a prezzo bloccato. È la richiesta che arriva dal M5S di fronte a un fenomeno che sembra in crescita: diverse aziende stanno modificando unilateralmente le condizioni economiche dei contratti a prezzo fisso dell’energia. E questo, in un periodo di crescita dei prezzi di energia e gas, va certamente a discapito dei consumatori.

In queste settimane molti clienti del mercato libero hanno ricevuto lettere che annunciano la disdetta unilaterale dei contratti a prezzo bloccato, denuncia il M5S. La segnalazione viene ripresa dall’Unione Nazionale Consumatori che chiede più trasparenza.

I prezzi dell’energia e del gas e le modifiche unilaterali dei contratti

Un’interrogazione al Ministero della transizione ecologica, presentata qualche giorno fa dal capogruppo M5S alla Camera Davide Crippa e altri, evidenzia l’aumento senza precedenti dei prezzi dell’energia elettrica e del gas che ha messo in difficoltà i consumatori.

Davanti al rialzo spropositato dei prezzi, si legge, «molte famiglie hanno lasciato il servizio di maggior tutela per indirizzarsi sul mercato libero alla ricerca di offerte vantaggiose a prezzo fisso, rischiando tuttavia di affidarsi ad operatori di mercato con contratti convenienti ma con basi economiche non abbastanza solide per sostenere le variazioni di mercato, tenuto conto che questa tipologia di offerte necessita da parte del venditore di acquisire adeguate coperture per il rischio di incrementi futuri del prezzo».

«Recentemente – prosegue l’interrogazione – svariati operatori di mercato hanno modificato unilateralmente le condizioni economiche dei menzionati contratti a prezzo fisso (12, 18 o 24 mesi) di energia elettrica e gas pattuiti precedentemente, sorprendendo quei consumatori che si erano convinti a passare al libero mercato potendo usufruire, per la durata concordata contrattualmente, di un prezzo di vendita della materia prima bloccato e non indicizzato ad un prezzo dell’energia che risultasse ex post diverso rispetto alle aspettative di andamento del suddetto prezzo considerate al momento della scelta».

Insomma: alcune società stanno facendo marcia indietro sui contratti a prezzo bloccato sul mercato libero. E chi aveva accordi per bollette a prezzo bloccato dell’energia ora rischia di vederle lievitare. Secondo il capogruppo M5S alla Camera Crippa «in questo contesto è necessario acquisire gli elementi informativi per valutare il livello di efficienza e di concorrenzialità delle offerte degli operatori di vendita del mercato libero ai clienti, anche alla luce della prossima uscita dal servizio di maggior tutela, e rivalutare attentamente il termine di superamento del servizio di tutela e nello specifico dello svolgimento delle aste per assegnare i clienti attualmente serviti in maggior tutela a venditori operanti nel mercato libero».

 

lampadina e monete
Mercato dell’energia, i risparmi possibili secondo il report Ircaf

 

UNC: da gennaio boom di variazioni contrattuali

«Purtroppo è vero! Da gennaio c’è stato un boom di variazioni contrattuali – dice Marco Vignola,  responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Nel mercato libero serve molta più trasparenza. Sfortunatamente, a differenza di quanto vogliono raccontarci negli spot, che con i prezzi bloccati possiamo stare tranquilli e spaparanzati sul divano senza più preoccupazioni per un anno o due, un vero affare per chi aveva sottoscritti i contratti prima del giugno 2021, il Codice di condotta commerciale prevede invece la possibilità per il venditore di cambiare le carte in tavola».

«Se nel contratto di fornitura è esplicitamente prevista la facoltà per il venditore di variare unilateralmente le clausole contrattuali, cosa che c’è sempre, per un giustificato motivo come è il rialzo dei prezzi, il venditore può cambiare i prezzi con il solo obbligo di darne comunicazione in forma scritta al cliente con un preavviso non inferiore a 3 mesi rispetto alla decorrenza delle variazioni. Una presa in giro e una beffa per i consumatori!», prosegue Vignola.

Non basta dunque la risposta del Ministro Cingolani, prosegue Vignola: «Per usare le sue parole: il legislatore ha messo in campo una molteplicità di strumenti per gestire la progressiva transizione verso il mercato liberalizzato in modo prudente e con ampie garanzie per i consumatori“. Un miraggio lontano anni luce dalla realtà!».


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


Scrive per noi

Redazione
Redazione
Helpconsumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d’informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull’associazionismo organizzato che li tutela.

Parliamone ;-)