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Right to Energy, da oggi la settimana contro la povertà energetica

Inizia oggi la Settimana internazionale per combattere la povertà energetica. Right to Energy, diritto all’energia, è dunque la parola d’ordine scandita da oggi (c’è anche, questa mattina, un twitterstorm) per puntare l’attenzione su un’emergenza sociale che con la pandemia si sta aggravando. #RightToEnergy and #EndEnergyPoverty, chiede la campagna Right to Energy Coalition.

Le stime diffuse in Europa sulla povertà energetica sono varie. Fino a 80 milioni di persone in Europa lottavano per riscaldare in modo adeguato la propria abitazione già prima della pandemia. Un europeo su quattro, dicono alcune stime, non riesce a riscaldare, illuminare o raffreddare casa. Un europeo su dieci non riesce a riscaldare adeguatamente casa durante l’inverno. Uno su cinque non è in grado di rinfrescarla in estate. La quota di reddito che le famiglie a basso reddito devono destinare alle spese per l’energia è raddoppiata dal 2000. (Fonte: Right to Energy Coalition).

Altri milioni di cittadini oggi sono a rischio a causa della crisi del gas e dell’impennata dei prezzi dell’energia.

Secondo un focus della Commissione europea, nel 2020 circa 36 milioni di persone nella Ue non sono state in grado di riscaldare adeguatamente la propria casa.

«Tuttavia, il numero di cittadini dell’UE che possono essere considerati “poveri di energia” è molto più alto se si prendono in considerazione tutti i diversi aspetti della povertà energetica, come l’impossibilità di coprire i costi abitativi di base o il fatto di avere un comfort inadeguato negli alloggi o negli ambienti di lavoro», riconosce la Commissione.

Tutto questo ha un impatto negativo sulla salute dei cittadini. Quello che sta succedendo, l’aumento dei prezzi dell’energia e l’impatto della pandemia, non può che rendere più difficile la situazione, specialmente per le famiglie più vulnerabili.

 

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Povertà energetica, fenomeno in aumento

 

La povertà energetica

Ma cos’è la povertà energetica? Secondo il focus della Commissione europea, la povertà energetica deriva da una combinazione di basso reddito, elevata quota del reddito disponibile speso per l’energia e scarsa efficienza energetica, soprattutto negli edifici.

Povertà energetica significa non riuscire a pagare le bollette, certo, ma non è solo questa la dimensione cui riferirsi per questo fenomeno, che anzi spesso è sconosciuto o poco visibile. La povertà energetica ha gravi implicazioni per la salute, il benessere, l’inclusione sociale e la qualità della vita dei cittadini colpiti.

Right to Energy: questo sistema energetico non funziona

Denuncia la Right to Energy Coalition, campagna per affrontare la povertà energetica a livello dell’UE, nazionale e locale: «Non è mai stato più chiaro che il nostro attuale sistema energetico sta deludendo le persone e il pianeta. La settimana di sensibilizzazione sulla povertà energetica di quest’anno si svolgerà dal 21 al 25 febbraio. È un’opportunità per alzare una voce collettiva per coloro che affrontano la povertà energetica e chiedono il diritto all’energia per tutti».

 «La povertà energetica non è un onere personale, è una questione sistemica esacerbata dal Covid-19 e dalla crisi dei prezzi dell’energia – denuncia la Coalizione –  Ma anche prima, 1 famiglia europea su 4 lottava per riscaldare, raffreddare o illuminare adeguatamente la propria casa».

Alti costi dell’energia, redditi bassi ed edifici inefficienti dal punto di vista energetico sono dunque un mix micidiale. C’è da considerare poi che l’impatto di fattori quali pandemia, alloggi inefficienti, condizioni meteorologiche estreme e prezzi all’ingrosso del mercato energetico ha portato a un forte aumento dei costi dell’energia e una crisi dell’energia contro cui le misure attuate sembrano ancora distanti dal garantire davvero efficacia.

Energia e giustizia sociale

I tassi di povertà energetica, dice la Right to Energy Coalition, “sono aumentati vertiginosamente a causa del Covid-19”.  I più colpiti dalla povertà energetica continuano a essere le fasce di popolazione più vulnerabili, famiglie a basso reddito, famiglie monoparentali, anziani, immigrati.

Per questo l’energia è una questione di giustizia sociale, ribadisce la campagna per il diritto all’energia. «L’energia è un diritto umano fondamentale: nessuno dovrebbe scegliere tra mangiare, illuminare o riscaldare la propria casa. La fine della povertà energetica è vitale per la giustizia sociale e per combattere la crisi climatica. L’accesso all’energia può essere una questione di vita o di morte ed è una condizione per vivere una vita dignitosa».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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