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Nuova Tari, l'indagine del centro studi IRCAF

Passano oltre 380 euro fra la città più cara e quella più economica per la tariffa dei rifiuti in Italia. A Catania una famiglia paga 504 euro l’anno per la tariffa dei rifiuti, a Potenza ci si ferma a 121 euro.

La tariffa dei rifiuti in Italia vede regioni decisamente più economiche (in Trentino Alto Adige la spesa media è di 193 euro) e regioni decisamente care, come la Campania che è quella con la spesa media più alta: 419 euro l’anno. Differenze forti fra città e città, fra regioni e regioni che in media fanno una tariffa dei rifiuti di 300 euro l’anno nel 2020. Il valore è stabile rispetto al 2019 ma nasconde forti discrepanze.

La grande varietà della tariffa rifiuti si accompagna anche alle differenze nella raccolta differenziata. A livello nazionale si attesta intorno al 58%. Supera il 73% in Veneto, si ferma al 29,5% in Sicilia.

Sono i dati sulla tariffa rifiuti 2020 e sulla raccolta differenziata contenuti nel Dossier rifiuti di Cittadinanzattiva, il tradizionale Osservatorio prezzi e tariffe che fa il punto sul costo della Tari nei capoluoghi di provincia e sull’andamento della differenziata.

L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2020 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

 

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Rifiuti città più costose, fonte: Dossier rifiuti Cittadinanzattiva 2020

 

Regione che va, tariffa rifiuti che trovi

In media la tassa per i rifiuti pagata nel 2020 da una famiglia si attesta a 300 euro. Ci sono però forti differenze regionali e fra capoluoghi di provincia.

La più costosa è Catania, dove la tariffa dei rifiuti si attesta a 504 euro l’anno. A seguire ci sono Cagliari con 481 euro, Benevento con 464 euro, Salerno con 462 euro, Napoli con 455 euro. I dieci capoluoghi più costosi hanno tariffe superiori a 400 euro e si dividono fra Sicilia e Campania, eccezion fatta per Cagliari e Reggio Calabria.

La tariffa dei rifiuti si paga meno a Potenza, dove si ferma a 121 euro l’anno. Seguono Belluno a 168 euro, Udine a 169 euro, Vibo Valentia a 184 euro e Pordenone a 185 euro. I dieci capoluoghi più economici hanno tutti tariffe inferiori a 200 euro l’anno.

A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 258 euro, dato invariato rispetto al 2019), segue il Centro (304 euro rispetto ai 299 del 2019), infine il Sud che è più costoso (349 euro, erano 351 euro nel 2019).

 

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Rifiuti città meno care. Fonte: Dossier rifiuti Cittadinanzattiva 2020

 

Raccolta differenziata, non ci siamo

Altra nota dolente è la raccolta differenziata.

Il sistema di gestione dei rifiuti urbani, denuncia Cittadinanzattiva nel dossier, ha ancora molte criticità relative allo smaltimento in discarica e ai livelli, soprattutto per alcune aree del Paese, di differenziazione dei rifiuti e recupero delle risorse.

«Il livello medio della raccolta differenziata del nostro Paese – si legge nel dossier – si attesta al 58,1%, ancora al di sotto dell’obiettivo di raccolta differenziata di almeno il 65% da raggiungere entro il 2012. Continuiamo a smaltire in discarica in media il 22% dei rifiuti urbani prodotti, percentuale che supera anche il 50% in alcune regioni dell’Italia meridionale e insulare».

A livello di aree geografiche la raccolta differenziata è maggiore al Nord, dove si arriva al 67,7%. Seguono Centro (54,1%) e Sud (46,1%). Le percentuali più elevate di raccolta differenziata e al di sopra del 70% si registrano in Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%); le più basse e sotto la soglia del 40% in Sicilia, dove si arriva appena al 29,5%, e in Molise al 38,4%.

Non ci può essere però «alcuna economia circolare senza una buona raccolta differenziata», denuncia Cittadinanzattiva.

In 15 capoluoghi di provincia i tassi di raccolta differenziata sono ancora al di sotto dell’obiettivo del 35% il cui raggiungimento era previsto nel 2006. Tra questi spiccano Catania e Crotone, entrambe con percentuali di raccolta differenziata del 7,7%. C’è ancora molto da fare.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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