Al via oggi la nuova normativa sull’Ecobonus e l’Ecomalus sull’acquisto di auto nuove, in base alla quantità di CO2 emessa dalla vettura: un sovrapprezzo che si applicherà ai veicoli che superano una certa soglia di emissioni di Co2, e che raggiungerà i 2.500 euro ad autoveicolo.

Le associazioni dei consumatori non ci stanno e definiscono la tassa “ingiusta perché colpisce una sola categoria di utenti, ossia gli automobilisti, e va ad aggravare la lunga lista di imposte a carico di chi possiede una autovettura”. Lo dice il Codacons che sottolinea come “Con tale misura il Governo attinge dalle tasche delle famiglie medie che scelgono auto normalissime e i lavoratori che, per la propria attività, hanno bisogno di piccoli furgoncini”, afferma il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi.

Per Adoc l’incentivo non è sufficiente ad aumentare la capacità di acquisto di vetture non inquinanti da parte dei consumatori che, al contrario, rischiano seriamente di venire penalizzati eccessivamente dall’applicazione dell’ecotassa.

“Riteniamo che l’Ecobonus si riveli un flop, inefficace sia in termini di rinnovamento del parco vetture sia in termini di contrasto all’inquinamento”, dichiara Roberto Tascini, presidente dell’Adoc. “Gli incentivi proposti non riusciranno a far abbassare sensibilmente i costi per l’acquisto di auto elettriche o ibride”.

Mediamente un’auto PHEV costa 10.000 euro in più dello stesso modello a benzina e per un’auto elettrica non si scende da un minimo di 32-35.000 euro. Costi inaccessibili per la quasi totalità dei consumatori. “A nostro avviso”, suggerisce l’associazione, “la misura fiscale più efficace, più equa e più lungimirante è quella dell’eliminazione dell’Iva sull’acquisto di auto elettriche o ibride plug-in”.

L’attuale formulazione gli incentivi, poi, non prevede alcun discrimine in base al reddito e al potere d’acquisto dell’acquirente. Questo comporta che chi è in grado di poter acquistare un SUV ibrido plug-in da un costo superiore a 40.000 euro potrà facilmente avvantaggiarsi dell’incentivo mentre un semplice lavoratore di una famiglia a medio reddito, con potere d’acquisto contenuto, avrà molte più difficoltà ad utilizzare il bonus.

Sul lato dell’offerta, inoltre, le case produttrici non sono pronte a soddisfare le richieste. Oggi il numero di auto acquistabili con incentivi sarebbe inferiore al 10% dell’intera offerta. Troppo poche per bilanciare la domanda attuale. Similarmente, anche l’offerta di modelli ibridi/elettrici nei noleggi a lungo termine è attualmente limitata e i costi rimangono mediamente più alti del 20% rispetto allo stesso modello con alimentazione benzina o diesel.

Sul lato emissioni e inquinamento va anche considerato un aspetto fondamentale: le emissioni dipendono da quanti chilometri si percorrono. Sarà più inquinante chi con un’auto ibrida plug-in con emissioni pari a 90g di CO2/km percorre 30.000 km in un anno o chi, con un’auto a benzina Euro 6 ne percorre meno di 5.000?

“Prevedere un malus all’acquisto, esclusivamente basato sulle emissioni di CO2 da “listino” a nostro avviso è iniquo e discriminante. E non risolve affatto il problema dell’inquinamento”.

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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