Prosegue il dibattito sull’anatocismo. Le posizioni delle associazioni dei consumatori nei confronti dell’intervento del Parlamento – con l’approvazione al Senato del decreto di riforma delle banche di credito cooperativo è infatti diventata legge anche la nuova regolamentazione dell’anatocismo, prevista dall’emendamento dell’On. Sergio Boccadutri, che a Help Consumatori ha spiegato le ragioni del provvedimento – non sono infatti unanimi. Oggi è arrivata la presa di posizione di Confconsumatori, per la quale “il Governo ha reintrodotto l’anatocismo, vietato dal 2014”. L’associazione contesta anche il metodo scelto, definito “incostituzionale”.
“Il Senato ha approvato il Decreto Legge governativo sulle banche, nel quale è stata inserita anche una norma che introduce nuovamente l’anatocismo – dice Confconsumatori – La norma prevede che gli interessi scaduti dopo un anno, si sommano al capitale ancora dovuto dal debitore, e quindi, a loro volta, concorrono a produrre nuovi interessi, che andranno calcolati sia sul capitale sia sugli interessi scaduti e non versati”. Per Confconsumatori il processo di reintroduzione è “incostituzionale”. Spiega l’associazione: “L’anatocismo era vietato dal 1° gennaio 2014 ed era stato oggetto di sentenze di censura da parte della Cassazione, grazie anche alle tante cause proposte dalle Associazioni dei consumatori. Ciò nonostante è stato “riesumato” e reintrodotto all’interno di un decreto legge che aveva un altro oggetto – la riforma delle Bcc – sul quale è stata posta la fiducia, evitando così il confronto con le Associazioni dei consumatori e con le imprese”. A norma approvata, Confconsumatori intende dunque contestarla non solo nei contenuti ma anche nel metodo scelto. “La legge di conversione è incostituzionale – dicono i legali di Confconsumatori – infatti se il tema del Decreto Legge era la riforma delle Bcc è incostituzionale inserire, nella conversione, tematiche diverse all’oggetto del D.L. che deve avere i requisiti di urgenza. Incredibili – continuano i legali – le dichiarazioni del proponente, l’on. Boccadutri, che addirittura esulta, solo per aver modificato semplicemente la periodicità della capitalizzazione degli interessi, da trimestrale (come era prima del 2014), ad annuale. Boccadutri omette, però, di riferire che il primo effetto della norma è proprio quello di esser tornata a legalizzare una pratica ormai messa al bando”.


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