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Anziani e home banking. attenzione a sms truffa

La banca si fa online ma per gli anziani sono problemi. In troppi sono vittima di sms truffa sui conti online, finiscono su siti falsi che cercano informazioni personali sensibili, incappano in qualche raggiro. Anche perché le operazioni con la banca si fanno sempre più spesso online e su mobile, considerate le restrizioni agli spostamenti per la pandemia. E gli anziani scontano la mancanza di competenze adeguate per muoversi nell’home banking e con i pagamenti digitali.

MDC: allarme per sms truffa

A sollevare il tema è il Movimento Difesa del Cittadino. Attraverso sms truffa, chi cerca di carpire dati personali e bancari trasmette link di accesso a internet che dirottano i malcapitati su siti falsi. Qui viene chiesto di inserire informazioni personali sensibili che i cybercriminali possono usare per rubare l’ID delle vittime.

MDC, impegnato da tempo in campagne informative sui digital payments per contrastare le truffe, ricorda che il tema è sempre lo stesso: «Nessun istituto bancario invierà mai un SMS per aggiornare le informazioni del conto corrente o confermare il PIN della propria carta di credito, Bancomat o Bancoposta e non bisogna mai cliccare sui link presenti nei messaggi stessi».

 

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Anziani e home banking

Purtroppo però non è facile per chi è avanti con l’età destreggiarsi con l’home banking. Sempre più diffuso, considerato che a causa della pandemia il 51% degli italiani ha intensificato il proprio rapporto con la banca di riferimento sul canale online, mentre il 54% ha aumentato l’uso del mobile.

Agli sportelli di MDC continuano però ad arrivare denunce di phishing via email o smishing sui cellulari – tentativi di truffa che usano gli sms invece della posta elettronica. Facile comprendere il disorientamento degli anziani.

«Il gap informativo degli anziani sulle funzionalità dei sistemi di home banking è ancora troppo alto con truffe e raggiri in aumento vertiginoso a causa delle restrizioni nell’accesso alle filiali causate dal COVID-19 – denuncia il presidente di MDC Francesco Luongo – Necessaria una maggiore vigilanza da parte degli Istituti di credito e corsie preferenziali per gli appuntamenti presso gli sportelli».

Le transazioni con carta e i diritti dei cittadini

Le transazioni con carta di pagamento, ricorda l’associazione, vanno presidiate da almeno due fattori su tre di autenticazione (strong customer authentication – SCA). Un fattore di “conoscenza” che solo l’utente conosce, come una password. Un fattore di “possesso”, che solo l’utente possiede, ad esempio un dispositivo token. Un fattore di “inerenza” che solo l’utente è, come un’impronta digitale. Inoltre, per i pagamenti online è prevista l’aggiunta di un codice dinamico. Questo è stabilito dall’implementazione della direttiva PSD2 (Payment services directive).

«I clienti – ricorda MDC – sono tutelati da specifiche previsioni di legge – contenute principalmente nella PSD2 – che riconoscono il diritto al rimborso degli importi indebitamente addebitati; il cliente ha, in via generale, 13 mesi di tempo dall’addebito per chiedere il rimborso di un’operazione che non ritiene sia stata da lui autorizzata o correttamente eseguita dall’intermediario. In caso di rifiuto al rimborso il cliente potrà ricorrere all’Arbitro Bancario e Finanziario».

Una volta ricevuta la richiesta di rimborso, l’intermediario è tenuto a restituire la somma entro la fine della giornata operativa successiva alla richiesta, a meno che non vi sia il sospetto che il frodatore sia lo stesso cliente che ha sporto denuncia.

Spetta comunque all’intermediario dimostrare che l’operazione di pagamento è stata autenticata, correttamente registrata e non ha subìto le conseguenze di guasti tecnici o altri inconvenienti. Se non è stata richiesta la SCA al momento del pagamento online, la banca può rifiutare il rimborso solo se ritiene che il cliente abbia agito con frode; negli altri casi la banca deve dimostrare che vi sia stato dolo o grave negligenza del cliente per rifiutare il rimborso.

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