Aumento rc auto, la protesta dei Consumatori (Foto JESHOOTS.com per Pexels)

Dalle associazioni dei consumatori è un coro di protesta nei confronti dell’aumento rc auto fotografato oggi dall’Ivass, che ha pubblicato un’analisi con l’andamento dei premi rc auto nel periodo 2021-2024. L’aumento complessivo del premio medio pagato a luglio 2024 rispetto a gennaio 2021 è del 12,6%, con forti differenze rispetto a caratteristiche degli assicurati e presenza di garanzie accessorie.

Per il presidente del Movimento Difesa del Cittadino Antonio Longo l’aumento «è immotivato, soprattutto tenendo conto che dal 2022 al 2024 l’inflazione è passata dall’8,1% all’1%. Auspichiamo che le tariffe diminuiscano, considerando che il numero di sinistri nel periodo di riferimento è calato».

Sul lungo periodo, 2014-2021, poi, il premio medio della garanzia RC auto si è ridotto del 25,3% in termini nominali e del 29,7% in termini reali, secondo il rapporto. Al riguardo, precisa Longo, «il dato non tiene conto dell’impatto sul premio dovuto al blocco alla circolazione delle automobili con lo scoppio della pandemia Covid a marzo 2020».

«Un balzo astronomico ingiustificato!», commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. Che spiega: «L’inversione di rotta si è registrata nel 2023, quando le compagnie hanno voluto adeguare i premi all’inflazione generale invece che all’incremento reali dei costi di riparazione e dei pezzi di ricambio, con l’obiettivo di mantenere inalterato in termini reali il loro profitto, determinando rincari inaccettabili: +6,1% nel 2023 e +5% nel 2024. Aumenti immotivati, non spiegabili né dal costo dei sinistri né dall’incidentalità. Ora, visto che l’inflazione è sotto il 2%, speriamo che nel 2025 i prezzi riprendano il loro cammino virtuoso, scendendo in modo significativo».

 

Rc auto, le dinamiche dei prezzi: in aumento dal 2022 (Foto Pixabay)

 

Rc auto in aumento vs incidentalità in calo

I dati dell’Ivass confermano, aggiunge il Codacons, la stangata che si è abbattuta negli anni sugli automobilisti. “Rispetto al prezzo della polizza nel 2021, pari a 364 euro, a novembre 2024 secondo l’ultimo dato Ivass disponibile, il costo medio dell’Rc auto è stato di 416 euro – spiega il Codacons – Un incremento di ben 52 euro a polizza che, se rapportato al numero di autovetture assicurate in circolazione, equivale ad un aggravio di spesa da 1,7 miliardi di euro a carico degli italiani sul 2021”.

La protesta per l’andamento delle tariffe è generalizzata fra i consumatori. Per Assoutenti l’aumento delle polizze rc auto è “irragionevole” e “non risponde ad un aumento dell’incidentalità registrata in Italia né ad un sensibile aggravio dei costi in capo alle compagnie di assicurazioni”.

«Nei primi sei mesi del 2024 gli incidenti stradali in Italia sono diminuiti del -4,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, i morti del -6,8% e i feriti addirittura del -8% – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Anche nel 2023 si è registrato un andamento positivo rispetto al periodo pre-covid: sinistri -3,3%, vittime -4,2%, feriti -6,9%. Trend analogo nel 2022, mentre nel 2021 la riduzione è stata addirittura del -9,4% per le vittime, -15,2% i feriti e -11,8% gli incidenti. Se da un lato sono aumentati i costi dei pezzi di ricambio delle auto e degli interventi di riparazione come effetto delle spinte inflattive e delle crisi geopolitiche degli ultimi anni, la forte contrazione della incidentalità registrata in Italia avrebbe dovuto portare ad un abbattimento dei prezzi delle polizze Rc auto che, al contrario, salgono in modo sensibile – prosegue Melluso – Non a caso gli utili delle compagnie di assicurazioni che hanno raggiunto quota 8 miliardi di euro, con una crescita nel 2023 del +249% rispetto all’anno precedente».

Per Anna Rea, presidente di Adoc nazionale, sono “speculazioni inaccettabili sulla pelle degli automobilisti”.

Commenta Rea: «Questi rincari esorbitanti, ben superiori all’inflazione, non trovano giustificazione nell’aumento dei costi dei sinistri o dell’incidentalità. Anzi, rivelano una chiara volontà delle compagnie assicurative di massimizzare i profitti a discapito dei consumatori». A questo si aggiungono le truffe assicurative, che promettono tariffe vantaggiose o false coperture, causando ingenti danni economici e legali agli assicurati onesti. «I consumatori sono così vessati su due fronti: da un lato, gli aumenti vertiginosi delle polizze, dall’altro, il rischio costante di cadere vittime di truffatori per cercare tariffe più convenienti».

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