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Crisi, pandemia, educazione finanziaria e assicurativa

Educazione finanziaria, può essere un aiuto per le famiglie sotto stress

La pandemia ha evidenziato l’importanza dell’educazione finanziaria e assicurativa. Dopo il lockdown il 58% delle famiglie è in difficoltà per arrivare a fine mese ma le conoscenze finanziarie possono dare una mano. L’analisi dell’Ania in occasione della Giornata dell’educazione assicurativa

Investire nell’educazione finanziaria e assicurativa per aiutare le famiglie a resistere in contesti di crisi come quello causato dal coronavirus. Anche perché «la crisi pandemica ha evidenziato, una volta di più, l’importanza dell’educazione finanziaria e assicurativa per rafforzare la resilienza delle persone, delle famiglie, dell’intero Paese».

È quanto ha detto Maria Bianca Farina, presidente Ania (l’associazione delle imprese assicuratrici) alla Giornata dell’educazione assicurativa di ieri, organizzata dal Forum Ania Consumatori insieme all’Ivass in occasione del Mese dell’educazione finanziaria.

L’emergenza sanitaria ha fatto aumentare la quota di famiglie in difficoltà economica, tanto che ci sono redditi sotto stress per quasi sei famiglie su dieci. Allo stesso tempo, l’educazione finanziaria è uno strumento che può aiutare ad affrontare le crisi improvvise, ha detto Farina.

 

 

Pandemia, crisi ed educazione finanziaria

Il riferimento è all’indagine commissionata dal Comitato Edufin alla Doxa e svolta tra maggio e giugno scorso, subito dopo la fine del lockdown. Per l’emergenza sanitaria è aumentata molto la percentuale di famiglie che dichiara di arrivare con difficoltà alla fine del mese: prima della pandemia era del 46%, ora invece si attesta al 58%. La difficoltà a fronteggiare spese impreviste di media entità è maggiore per i giovani, le donne e i residenti al Sud.

«L’indagine rivela, però, che disporre di solide conoscenze finanziarie – evidenzia Farina – può fare la differenza: il 49,5% di coloro che dichiarano di possederle sarebbe capace di affrontare una spesa improvvisa dell’entità indicata, contro il 27,7% del campione meno alfabetizzato. Si tratta di risultati che confermano in modo chiaro la stretta correlazione tra alfabetizzazione finanziaria e capacità di far fronte a momenti di crisi e di difficoltà».

Educazione finanziaria, gap da colmare

Altre tendenze di lungo periodo, dice ancora la presidente Ania, rendono fondamentale l’educazione finanziaria e assicurativa. Queste comprendono l’invecchiamento della popolazione e la bassa natalità, che portano nuovi bisogni di protezione e assistenza anche legati alla pandemia, la trasformazione del mercato del lavoro, l’evoluzione tecnologica e l’emergere di nuovi rischi. Fra i nuovi rischi non ci sono solo quelli legati alla pandemia, ma anche quelli connessi al cambiamento climatico e i cyber risk.

Farina ricorda anche il ritardo dell’Italia sull’educazione finanziaria e assicurativa nonché il basso livello di istruzione diffuso fra la popolazione. Che si difende anche assumendo un comportamento molto prudente e aumenta il risparmio.

«La crisi pandemica – ha detto ancora la presidente Ania – ha aumentato il risparmio precauzionale degli italiani e la preferenza per le forme di impiego più liquide. La ripresa economica necessaria per garantire il benessere futuro del Paese richiede ora che quote crescenti di risparmio vadano a sostenere l’economia reale, ma questo può risultare più difficile in assenza di conoscenze e competenze adeguate».

L’Ania ha ricordato poi che in Italia solo il 48% delle unità abitative è coperto da assicurazione contro l’incendio e «nonostante quasi l’80% delle abitazioni sia esposto a un rischio significativo di calamità naturali di vario tipo, solo il 4,5% delle stesse viene protetto da una polizza contro questi eventi».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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