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Tariffe rc auto, neopatentati tartassati

Le tariffe rc auto per i neopatentati sono da record. Vanno da oltre 1000 euro l’anno di Massa Carrara e Napoli ai 995 euro di Caserta, sono di 900 euro a Prato e superano 800 euro a Genova, Latina, Firenze, Pistoia. A Roma le tariffe rc auto per i neopatentati sono di 780 euro l’anno; a Torino di 743; a Milano di 647 euro.

La città meno cara per i neopatentati è Aosta con 501 euro l’anno. Ma se si considera che l’rc auto in Italia è pari a 379 euro, emerge chiaramente quanto siano da record per tariffe italiane per i neopatentati.

A denunciarlo è Assoutenti che spiega: «I neopatentati continuano ad essere gli assicurati più tartassati d’Italia, e per assicurare una autovettura arrivano a spendere fino a 1.037 euro annui, a fronte di un costo medio dell’Rc auto in Italia pari a 379 euro nel IV trimestre del 2020, con una forbice del +173,6% rispetto la media nazionale».

Rc auto per neopatentati, la classifica delle città più care

L’associazione ha elaborato gli ultimi dati dell’Ivass. E stilato una classifica delle città più care per i neopatentati.

«Il record del caro-polizza spetta ai neopatentati di Massa Carrara – spiega il presidente Furio Truzzi – Qui per un utente fino a 24 anni di età il costo medio dell’Rc auto raggiunge 1.037 euro annui. Al secondo posto Napoli, con 1011,7 euro, seguita da Caserta (995,7 euro). Tariffe che restano elevatissime, se non proibitive, nonostante nel 2020 l’incidentalità sia crollata del 40% a causa del lockdown e delle misure anti-Covid, e le auto siano rimaste ferme nei garage».

Le differenze territoriali sono enormi. La città più conveniente per un neopatentato è Aosta, dove si pagano 501,8 euro, seguita da Oristano (516,7 euro). Chi ha meno di 24 anni e risiede a Massa Carrara quindi paga più del doppio rispetto ad Aosta per una polizza rc auto (+107%).

«Una forbice che non trova alcuna giustificazione nella realtà, e conferma l’esigenza di una radicale riforma del settore Rc auto per eliminare le criticità che danneggiano gli utenti e impediscono una reale riduzione delle tariffe per tutti gli assicurati», conclude Truzzi.

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