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Prezzo rc auto, l'andamento nel terzo trimestre 2021

Nel terzo trimestre 2021 il prezzo medio dell’rc auto è di 367 euro, in riduzione del 5,6% su base annua (circa 22 euro in meno). La metà degli assicurati paga meno di 328 euro, il 90% meno di 583 euro e solo il 10% paga meno di 193 euro. La tendenza alla riduzione dell’rc auto è marcata nel biennio 2020/2021, caratterizzato dalle limitazioni alla circolazione (lo scorso anno col lockdown e le restrizioni) e di conseguenza dalla riduzione degli incidenti. Su base trimestrale, invece, c’è un aumento dell’1,9%.

Rc auto, terzo trimestre 2021

Il punto sull’rc auto nel terzo trimestre dell’anno è dell’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

«Il premio medio diminuisce di circa 22 euro (-5,6 per cento) su base annua ma risulta in lieve aumento su base trimestrale (+1,9 per cento), in linea con la stagionalità osservabile nel terzo trimestre di ogni anno – si legge sul report Ivass –  Il prezzo medio si è ridotto di circa 122 euro (-25 per cento) rispetto al terzo trimestre del 2014».

La flessione del premio medio su base annua è molto superiore alla media nazionale a Roma (-8,9 per cento), Vibo Valentia (-8,3 per cento) e Catania (-8,0 per cento).

«Il 21,2 per cento delle polizze stipulate nel terzo trimestre del 2021 prevede una clausola con effetti di riduzione del premio legata alla presenza di scatola nera. Il tasso di penetrazione della scatola nera è in riduzione di -2 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2020».

Continua a ridursi il differenziale di premio fra le macro-aree del paese, soprattutto per la diminuzione del prezzo rc auto nelle aree più costose.

Detto questo, però, «i prezzi risultano ancora fortemente differenziati tra le province – dice l’Ivass – Il differenziale tra Napoli e Aosta, storicamente le province più e meno costose, è di 211 euro (450 contro 239 euro), in riduzione del 7 per cento su base annua».

 

Rc auto e DDL Concorrenza
Rc auto, Ivass: prezzo medio di 360 euro, meno 5,9% su base annua

 

UNC: si interrompe cammino virtuoso

L’Unione Nazionale Consumatori punta i riflettori sull’aumento del prezzo rc auto nei confronti del trimestre precedente. Sono poco meno di 7 euro.

«Purtroppo, se il prezzo migliora su base annua, diminuendo di 21 euro e 60 cent, peggiora rispetto al secondo trimestre 2021, quando era già sceso a 360 euro – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Si interrompe così un cammino virtuoso, per quanto decisamente troppo lento e incompatibile con il crollo dei sinistri e degli spostamenti, che durava ininterrottamente dal terzo trimestre 2020».

Il premio medio, evidenzia l’associazione, era 388,9 euro nel 3° trim. 2020; di 379 euro nel 4°; di 367,2 euro nel 1° trim. 2021 e di 360,4 euro nel 2°. Ora risale a 367,3, con rialzo dell’1,9% sul 2° trimestre 2021, pari a 6 euro e 90 cent.

«Certo il rincaro può dipende in parte da fattori stagionali, la prova l’avremo solo nel prossimo trimestre, ma visto che certo i viaggi e gli spostamenti non sono ancora decollati, si tratta comunque di un incremento ingiustificato», conclude Dona.

Assoutenti: “riduzione ridicola”

«Una riduzione delle tariffe ridicola che rappresenta una presa in giro per milioni di assicurati italiani».

È molto critico il commento di Assoutenti  di fronte all’andamento dei prezzi rc auto. Per l’associazione le tariffe sono diminuite al di sotto delle aspettative e ci sono margini per un ulteriore calo.

«Mentre in Italia il numero di incidenti è crollato nel 2020 e nonostante le auto siano rimaste sempre più ferme nei garage nel 2021 a causa di zone rosse e limiti agli spostamenti, i prezzi dell’Rc auto subiscono riduzioni minime, a tutto danno dei consumatori – dice il presidente Furio Truzzi – Una presunta riduzione del 5,6% dei prezzi delle polizze RC auto significa che le compagnie hanno trattenuto buona parte dei profitti generati dalla riduzione dei sinistri del 2020 e 2021: questo è un segno chiaro di mancanza di pressione competitiva, di un impianto normativo da rivedere radicalmente, di una autorità di vigilanza da riformare con urgenza e dalla mancanza di una vera portabilità dei certificati assicurativi che potrebbe portare ad un abbattimento reale delle tariffe».


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