Banca Popolare di Vicenza ha annunciato una proposta aggiuntiva per compensare gli azionisti-risparmiatori “disagiati”. La “Proposta di Welfare” avanzata dalla banca prevede l’istituzione di un fondo di 30 milioni di euro, a sostegno degli azionisti che versano in condizioni particolarmente disagiate. Il principale criterio per accedere al fondo sarà l’ISEE, oltre che naturalmente aver acquistato o sottoscritto azioni BPVi nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2016.Nello specifico, è previsto un indennizzo “forfettario e omnicomprensivo” che si aggiunge a quello della proposta transattiva per le azioni BPVi, pari ad un valore ponderato per le fasce ISEE su un riferimento di 62,5 euro per azione (con ISEE minore o uguale a 6.500 euro in indennizzo pari al 90% dell’importo indicato; con ISEE da 6.500 euro a 9.000 euro un indennizzo pari al 70% dell’importo; con ISEE da 9.000 euro a 13.000 euro un indennizzo pari al 50% dell’importo di cui sopra). L’indennizzo però non potrà essere superiore a 20 mila euro e sarà riconosciuto a fronte della rinuncia dell’azionista a qualsiasi pretesa nei confronti della banca e del management.

Spiace rilevare come anche questa volta Banca Popolare di Vicenza non abbia condiviso preventivamente i criteri per accedere al tavolo con le associazioni dei consumatori”, sottolinea rammaricata Federconsumatori che tra l’altro rappresenta oltre il 60% dei soci reclamanti. “Spiace ulteriormente registrare come questo tavolo definito welfare avrà scarsissima applicazione e soprattutto effetto pratico. Pensiamo infatti al classico caso della persona che ha acquistato le azioni fin da Banca Popolare Udinese (ante 1998), che ha investito su consiglio della banca tutto il suo patrimonio in tali azioni e che ha una casa di proprietà nonchè che ha una pensione minima o, in alcuni casi non ha reddito e che si è vista accendere un fido di conto dalla banca in attesa che i titoli divenissero illiquidi per avere le risorse per far fronte alle sue più essenziali esigenze di vita. Questo risparmiatore che aveva riposto tutta la sua fiducia nell’istituto e che di certo non poteva definirsi quale speculatore visto che aveva investito i suoi risparmi senza mai disinvestirli, non riuscirà ad accedere al tavolo Welfare poichè l’Isee supererà la soglia posta dalla banca quale condizione”.

Secondo l’associazione dunque non è stata posta attenzione a dare realmente risposta ai casi di grave disagio dove persone ormai stremate dalla situazione stanno pensando al peggio e la rete dei volontari e dell’assistenza sta cercando di evitare il peggio. “Devono assolutamente essere rimosse le limitazioni temporali di accesso al fondo e deve essere innalzato l’Isee nonchè il tetto del risarcimento altrimenti questo fondo resterà l’ennesimo fallimentare spot promozionale di Banca di Vicenza che aiuterà solo tale istituto a perdere altri clienti”.

Federconsumatori critica aspramente l’atteggiamento dell’Istituito volto a responsabilizzare gli azionisti in merito al futuro della banca che il più delle volte vede agli sportelli incaricati che dicono al malcapitato risparmiatore che o accetta la proposta di transazione o la banca non esisterà più e tutto sarà perduto.

In merito all’Offerta Pubblica di Transazione Federconsumatori da sempre consiglia di valutare caso per caso se aderire o meno sia alla luce delle criticità giuridiche di ciascuna posizione che delle situazioni personali di ciascun socio che degli scenari che si possono prospettare per quanto attiene il futuro delle due banche. 


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