Nel 2013 il Pil del nostro Paese dovrebbe diminuire dell’1,9% secondo le previsioni del Centro Studi di Confindustria che rivede “nettamente al ribasso” la precedente stima di un calo dell’1,1%. Nel 2014 la crescita dovrebbe essere dello 0,5% e non dello 0,6%. “La ripresa è attesa nel quarto trimestre di quest’anno” e non più in estate, con “un debole recupero”. Lo ha detto stamattina il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi a Radio anch’io.
Squinzi si è espresso anche sul rincio dell’aumento dell’Iva: “è positivo ma ci sono cose più urgenti come il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e l’intervento sul costo del lavoro. Un po’ di preoccupazione c’é”. Anche perché da fine 2007 ai primi mesi 2013 le persone che hanno perso il lavoro sono 700mila, numero che salirà a 817mila per la fine del 2014.
Per il Codacons questi dati non sono destinati a cambiare con il pacchetto lavoro varato dal Governo. “L’obiettivo di creare occupazione per 200mila giovani è solo un miraggio, un abbaglio che ci costa 1,5 miliardi che avrebbero potuto essere meglio destinati aiutando le famiglie ad arrivare alla fine mese”. Per l’associazione di consumatori il Governo non ha ancora capito che questa è una crisi di consumi e che fino a quando le famiglie non ce la faranno a pagare le bollette, le imprese non potranno tornare a produrre e, conseguentemente, ad assumere.
Il Codacons chiede una svolta: la reintroduzione della scala mobile all’inflazione programmata (anche per i dipendenti pubblici e tutti i pensionati), il blocco,  almeno fino al 2015, di tutte le tariffe e gli aumenti previsti, dalla Tares ai pedaggi autostradali, dalle multe al canone Rai, l’eliminazione definitiva dell’Imu sulla prima casa e dell’aumento dell’Iva.
Dove si trovano le risorse? Innalzando al 27% l’aliquota sulle rendite finanziarie, oggi tra le più basse d’Europa, aumentando l’aliquota base dell’Imu per chi ha da 3 case in su, introducendo un contributo di solidarietà del 5 % per chi guadagna più di 90.000 euro e del 10% per chi dichiara più di 150.000 euro, riducendo l’elusione e l’evasione fiscale, eliminando le comunità montane, i gettoni di presenza dei consiglieri comunali ecc. ecc..

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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