Italiani ancora indietro nell’educazione finanziaria. Uno su due non sa definire nozioni finanziarie di base, meno di uno su cinque si orienta nel caso di concetti avanzati. Nel complesso “la cultura finanziaria delle famiglie italiane rimane contenuta”. A dirlo è la la Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa) nel Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018, pubblicato in occasione del mese sull’educazione finanziaria.

L’indagine si basa su un campione di 1601 italiani rappresentativi dei decisori finanziari. Fra gli strumenti più conosciuti ci sono i titoli di Stato (indicati dal 54% degli intervistati), mentre solo il 10% del campione è in grado di ordinare correttamente alcune opzioni di investimento per livello di rischio. Le conoscenze finanziarie (reali e percepite) e le capacità di calcolo sono positivamente correlate al livello di istruzione e ad alcune inclinazioni personali, e hanno una correlazione negativa con l’ansia finanziaria. Gran parte del campione, prosegue la Consob, mostra un’elevata avversione alle perdite e dichiara di non essere orientata all’assunzione di rischio nelle scelte di investimento.

Come va la pianificazione finanziaria familiare? Il 47% degli intervistati, si legge nel Rapporto, dichiara di predisporre un bilancio familiare, mentre solo il 30% tiene traccia scritta delle spese. La maggior parte del campione, tuttavia, valuta gli acquisti attentamente, salda le utenze a scadenza e onora i debiti contratti. Solo un terzo delle famiglie, infine, dichiara di avere un piano finanziario e di controllarne gli esiti.

Il 20% degli intervistati non saprebbe come affrontare una riduzione significativa del reddito disponibile, mentre più del 30% si adopererebbe per rivedere al ribasso le abitudini di spesa. In caso di contrazione del reddito lo stile di vita potrebbe rimanere inalterato per circa un quinto delle famiglie, soprattutto grazie ai risparmi accumulati. Nel dettaglio, le famiglie intervistate risparmiano in modo regolare (soprattutto per motivi precauzionali) nel 40% dei casi circa e in modo occasionale nel 36% dei casi; il 25% non accantona nulla, soprattutto per vincoli di bilancio. Il 29% delle famiglie partecipa al mercato finanziario: dopo i depositi bancari e i prodotti postali, le attività che pesano di più nel portafoglio degli investitori sono i fondi comuni e i titoli di Stato.

 

Notizia pubblicata il 23/10/2018 ore 17.34

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)