Quanto costa all’anno un conto corrente? I profili disponibili sono così numerosi che è difficile fare una media, ma si possono superare i 200 euro. Allo stesso tempo, i risparmi sono possibili, anche se nel confronto col 2017 si registrano aumenti medi del 10% con punte fino al 40%. A dirlo è il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) che ha pubblicato gli ultimi dati del suo Osservatorio sui conti correnti, nel quale mette a confronto i costi dei conti correnti di banche locali (Bolzano) e nazionali. Per farlo, l’associazione ha creato dei profili-tipo ad hoc e ha calcolato a quanto ammonterebbe il costo totale del conto corrente per ogni profilo.

online bankingUno dei profili considerati è quello dei conti correnti allo sportello: si tratta di famiglie clienti di banca tradizionali, che usano un classico conto allo sportello, senza carta di credito ma con bancomat. Questa famiglia spende in media più di 160 euro l’anno. La forbice fra l’offerta più economica e quella più cara è di oltre 200 euro. I costi variano infatti da 54,60 euro chiesti da una banca locale a oltre 260 euro per una banca nazionale. Poi va considerato l’eventuale pagamento dell’imposta di bollo con giacenza media superiore a 5 mila o il fatto che in alcuni casi i costi possono essere ridotti. “Nota negativa – dice il CTCU – per alcune banche locali che richiedono commissioni per i bonifici entranti: se in una famiglia due persone percepiscono regolari emolumenti, quali stipendio, pensione o assegno di mantenimento, queste spese possono arrivare anche a 25 euro all’anno e oltre”.

Ci sono poi i conti correnti online. Il profilo questa volta è quello di una famiglia che usa carta di credito e home banking. Dice il CTCU: “Il tempo del “costo zero” sembra essere agli sgoccioli anche per l’online. I conti a canone zero si possono trovare ancora, ma la gratuità è, di norma, subordinata alla presenza di determinate condizioni (es. bonifici in entrata regolari, giacenza minima, ecc..). Sensibile poi è l’aumento del costo per le carte di credito: dall’ultimo nostro confronto si registrano aumenti anche di 10-15 euro, con analogo aumento dei costi totali. In media, la nostra famiglia online paga attualmente 115 euro, con una differenza fra conto meno caro e conto più costoso di 180 euro. In caso di accredito di regolare stipendio mensile o di pensione o simili, il conto più economico risulta essere il conto corrente “Arancio” di ING con costo uguale a zero. Per chi, invece non ambisca alla completa gratuità del conto online, può trovare una buona alternativa nel conto di Fineco, a 19,95 euro annui”.

Aggiunge l’associazione: “La legge sulla concorrenza del 2017 aveva annunciato misure per la “certificazione” dei siti di confronto, misure che, a quanto ci risulta, non sono state mai adottate. Il Ministero per l’economia e le finanze, ancora a giugno 2018, aveva avviato una consultazione sull’argomento. Dopo tale data, non si rinvengono però più tracce di altre attività da parte del legislatore: per il momento quindi niente “confronti a portata di click e certificati”.

“Un raffronto dei dati attuali con quelli dell’ultima rilevazione mostra, che i costi per stessi servizi sono aumentati, in un anno, anche fino a quasi il 40% – dice Walther Andreaus, direttore del CTCU – Anche le famiglie faranno pertanto bene a tenere monitorata l’evoluzione dei costi del proprio conto corrente, e in caso, non ritardare la ricerca di nuove e migliori offerte. Grazie alle nuove norme sul trasferimento dei conti da un banca all’altra, la procedura per cambiare conto non dovrebbe durare più di 10 giorni e deve essere molto semplice. Un ultimo consiglio: trattare con la banca è possibile e anche i costi dei conti correnti sono trattabili”.

 

Notizia pubblicata il 30/01/2019 ore 17.39

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)