moneta elettronica

Fanno discutere l'obbligo di Pos e le sanzioni

I pagamenti elettronici sono un fronte caldo. L’obbligo di accettare pagamenti con carta di credito e bancomat dovrebbe essere la regola, considerato che è stato deciso anni fa col Governo Monti, ma con una lacuna che finora non è stata colmata: le sanzioni per chi non si dota di Pos o rifiuta i pagamenti con moneta elettronica. Un tassello mancante che è slittato ancora.

Le ultime notizie dicono infatti che le multe per i commercianti che non usano il Pos scatteranno a luglio 2020. E da allora dovrebbe entrare in vigore anche la sanzione prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra, che è in realtà una doppia sanzione: una multa di 30 euro e una sanzione pari al 4% del valore della transazione rifiutata.

 

 

Confesercenti: costerà 2 miliardi di euro ai piccoli

Ecco dunque che sull’obbligo di accettare la moneta elettronica e sulle ripercussioni paventate si sta esercitando la consueta polemica. L’obbligo di accettare carte di credito e bancomat, ha detto oggi Confesercenti, costerà alle piccole imprese almeno 2 miliardi di euro in più fra canoni, commissioni sulle transazioni e costi di installazione e gestione. Ed è per questo che la sigla chiede di ridurre i costi di esercizio della moneta elettronica e in particolare di azzerarli per i “micropagamenti” e prevedere il credito di imposta per installare i pos.

UNC: vergognoso rinvio sulle multe

E i consumatori? Dal fronte delle associazioni arrivano valutazioni discordanti. Molto critica nei confronti dei numeri diffusi da Confesercenti, che stima appunto un costo per i piccoli di almeno 2 miliardi di euro, è l’Unione Nazionale Consumatori.

«Basta scuse! Inutile dare numeri a casaccio, tanto più che il Governo, nella migliore tradizione italica, ha già vergognosamente deciso l’ennesimo rinvio sulle multe per chi non accetta i pagamenti con il Pos – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – È dall’ottobre del 2002, ossia da ben 7 anni, che la legge emanata dal Governo Monti prevede l’obbligo di avere il Pos e di accettare i pagamenti effettuati con carte di debito. Mentre le sanzioni sono previste dalla legge di stabilità del 2016, ossia da quasi 4 anni».

L’associazione è d’accordo sulla necessità di ridurre le commissioni ma, conclude Dona, «è incredibile ed inaccettabile che le norme già in vigore siano un optional a seconda della convenienza politica e che la legge non sia uguale per tutti».

 

Pagamenti POS

Codacons: i costi saranno scaricati sui consumatori

Di diverso tenore il commento del Codacons, che stima una maggiore spesa di 77 euro a famiglia dall’obbligo di Pos. Per l’associazione i costi saranno scaricati sui prezzi finali e quindi sui consumatori.

«Siamo favorevoli all’obbligo per esercenti di accettare i pagamenti con carta, ma è innegabile che tale misura comporterà costi ingenti che, inevitabilmente, saranno scaricati sui consumatori finali, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio e delle tariffe – dice il presidente Carlo Rienzi – Tra costi di installazione, gestione dei Pos e commissioni interbancarie, ogni famiglia rischia di subire un aggravio di spesa pari a +77 euro annui, nel caso in cui i costi dei pagamenti elettronici saranno interamente trasferiti sui consumatori».

Il Codacons chiede al Governo di trattare con le banche per «azzerare del tutto commissioni e costi sui micropagamenti al di sotto dei 30 euro, così da alleggerire i costi per le imprese ed evitare l’ennesima stangata per le tasche delle famiglie».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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