Norme sul Pos, stop al tetto dei 60 euro. UNC: vittoria dei consumatori (fonte immagine Pixabay)

Saltano dalla manovra le norme sul Pos e sul limite al pagamento con carta. Esce dai contorni della manovra quella misura che da settimane tiene banco nei dibattiti e sui social con la produzione di schieramenti contrapposti fra i fautori del caffè con carta e quelli del contante per le cifre piccole. L’interlocuzione con la Commissione europea incide e fa eliminare dalla manovra la soglia dei 60 euro (diventata a giorni alterni ipotesi di 30, 60 o 40 euro) al di sotto dei quali commercianti e professionisti avrebbero potuto rifiutare di usare il Pos senza incorrere in sanzioni.

Norme sul Pos, niente di fatto

Spiega il Sole 24 Ore: «Il governo con un emendamento depositato in Commissione fa dietrofront e torna alla vecchia misura attualmente in vigore e che prevede la sanzione di 30 euro a chi rifiuta il pagamento elettronico. La norma, che era stata bocciata da Bruxelles in quanto introduceva dal 1° gennaio una soglia di 60 euro sotto la quale non sarebbe scattata nessuna sanzione in caso di rifiuto dell’utilizzo del Pos da parte dell’esercente o del professionista, secondo quando riferito in commissione Bilancio della Camera dallo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti verrebbe sostituita con l’introduzione, risorse permettendo, di crediti d’imposta a titolo di ristoro delle commissioni pagate da commercianti e professionisti per i pagamenti digitali».

 

No Pos? E io non pago. L’UNC lancia la protesta TePOSsino!

 

UNC: vittoria del Paese

L’Unione Nazionale Consumatori la considera una vittoria dei consumatori e del Paese, anche se precisa: se non vedo non credo. L’associazione aveva lanciato la campagna di protesta TePOSsino per ribadire che il consumatore non è obbligato ad avere contanti per pagare beni o servizi.

«Anche se a titolo precauzionale, come San Tommaso, non ci crediamo fino ad approvazione definitiva della manovra, la retromarcia del Governo sul Pos è una vittoria dei consumatori e del Paese – commenta il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – Grazie alla Commissione Ue, che per fortuna, a differenza del Governo, è rimasta coerente con gli impegni assunti dall’Italia sul Pnrr, non avremo questo passo indietro da gambero che sarebbe stata una vergogna, oltre per un danno enorme per il Paese che prima o poi dovrà diventare normale come tutti gli altri».

«Resta il problema – prosegue Dona – di un Governo che, almeno fino ad ora, ha preferito tutelare le varie lobby di commercianti ed esercenti che vogliono che l’Italia resti arretrata, invece che stare dalla parte degli italiani e dei commercianti più illuminati, la stragrande maggioranza, che hanno capito che il pagamento elettronico conviene anche a loro. Speriamo cambi presto rotta!».


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