In Italia e in Europa scatta l’allarme rapine e truffe ai Bancomat: solo nel 2013 sono stati manomessi mille sportelli Atm su 48mila. I consumatori che si affidano al confronto dei prodotti Visa, MasterCard o di altri circuiti per scegliere la carta più rispondente alle proprie esigenze di consumo sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni in virtù della predilizione per i pagamenti elettronici che si registra in tutta Europa.
Accanto alla convizione dell’estrema praticità legata all’utilizzo della moneta elettronica, tra i consumatori cresce però il dubbio relativo alla reale sicurezza delle transazioni svincolare dal contante, soprattutto se online. Lo sa bene chi ha provato a navigare su siti e-commerce ma non ha mai effettuato una transazione, chi pensa, quindi, che pagamenti offline e prelievi al Bancomat siano più sicuri: alcuni episodi degli ultimi giorni mostrano come la sicurezza di chi si affida a circuiti offline sia spesso minata.
A Parigi, la sera di Pasqua, un turista si dirige tranquillamente allo sportello di un Bancomat, poco distante dalla Cattedrale di Notre Dame; dietro di lui una banda di ragazzini pronti a colpirlo alle spalle. Da tempo ormai nella capitale francese è scattato l’allarme per le rapine ai bancomat, come si legge in questo articolo di Repubblica: siamo tutti molto attenti a chiudere borsa e zaino, a tenerli ben stretti a noi mentre siamo sui mezzi pubblici, ma agli sportelli crediamo di essere al sicuro.
Sbagliato: la truffa è dietro l’angolo, anzi, l’attacco agli sportelli Bancomat è diventata prassi comune per ragazzini e adolescenti che vogliono fare “soldi facili”. Di solito agiscono in gruppo, spiega il colonnello Massimiliano Sole a La Stampa, e utilizzano metodi furbi e il più delle volte non si tratta di vere e proprie rapine.
Ipotizziamo che una donna stia prelevando come suo solito, digitando per l’ennesima volta il Pin, richiedendo abitualmente la ricevuta: sovrappensiero, non si accorgerà dell’innocua ragazza che, accanto a lei, ha “per sbaglio” fatto cadere le chiavi di casa; non si accorgerà nemmeno del fatto che la ragazza in questione, raccogliendo le chiavi, ha buttato un occhio, o anche due, sul codice.
Con uno stratagemma ancora più sofisticato, e che coinvolge di solito fino a quattro persone, alcuni riescono a scambiare la carta del malcapitato con una identica: in questo modo, senza aggressioni di sorta, otterranno sia Bancomat che Pin. Una truffa praticamente invisibile.
Massimiliano Sole svela inoltre un altro trucco poco aggressivo sulle persone, chiamato cash trapping, un metodo ingegnoso che blocca il denaro all’interno dell’Atm. Inserendo una forcella di metallo nella bocchetta che eroga il denaro, le banconote non usciranno. Il cliente che prova a prelevare, non vedrà uscire i soldi e, piuttosto indispettito, deciderà di chiamare più tardi la banca; allontanandosi, non saprà che il prelievo è riuscito e qualcuno ha rimosso la forcella e preso il denaro al posto suo.
Le truffa ai Bancomat sono quindi dietro l’angolo, sotto i nostri occhi, e si presentano sotto le forme più disparate; quali precauzioni per non rimanere senza soldi, senza carta, senza Pin? Precauzione scontata, ma evidentemente non praticata, è nascondere con una mano il codice al momento il cui viene digitato, e per nessuna ragione scriverlo su un pezzo di carta o sul telefono cellulare. Camuffarlo tra i numeri della rubrica, renderlo poco riconoscibile o addirittura invisibile può essere una giusta soluzione; inoltre, diffidare di tastiere che digitano male i tasti, di bocchette martellate: potrebbero essere stati manomessi al fine di realizzare un cash trapping perfetto. Cambiare Atm, anche se dovesse costare quei 2 euro di commissioni.

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