Quest’anno il PIL nell’Eurozona crescerà dell’1,5%, con la Germania nel ruolo di motore (Pil a più 2,5%) in grado di spingere sia i Paesi periferici che quelli dell’Europa centro-orientale. L’Italia tornerà a crescere ma a un ritmo molto più lento – l’aumento del Pil si limiterà a un più 0,7% – e i consumi si manterranno deboli, mentre la disoccupazione aumenterà ancora fino a metà anno. Questo l’Outlook 2014 di UniCredit.
Il processo di normalizzazione dei mercati sta continuando, afferma UniCredit, e la crescita nei paesi OCSE sta acquisendo slancio, mentre il commercio mondiale è in ripresa. “Riteniamo che questi miglioramenti continueranno nel corso del 2014, quando anche l’Eurozona sarà finalmente in grado di cambiare marcia ed entrare in una fase di ripresa sostenibile. In un contesto che continua ad essere caratterizzato da abbondante liquidità nelle principali economie sviluppate, questo dovrebbe garantire un buon supporto ai mercati finanziari”, commenta Marco Valli, Capo economista per l’Eurozona di UniCredit.
UniCredit stima dunque che nel 2014 la crescita del PIL nell’Eurozona accelererà fino a un dato medio annuo del +1,5% rispetto al -0,4% del 2013. Tutto questo avrà impatti positivi sul mercato del lavoro, ma a un ritmo lento e con significative differenze tra i Paesi. La conseguente accelerazione dei consumi privati – favorita anche da un ulteriore allentamento della stretta fiscale e dall’inflazione molto bassa – rimarrà probabilmente moderata.
Per l’Italia è iniziata la ripresa ma con un ritmo di crescita limitato al solo +0,7%. L’Outlook prevede, in particolare, “una continuazione della ripresa delle esportazioni, una moderata crescita degli investimenti in macchinari e attrezzature, in un contesto di condizioni creditizie ancora restrittive, e un allentamento della stretta fiscale. Mentre la caduta libera nella spesa di famiglie e imprese è probabilmente finita, i consumi privati si manterranno deboli, visto anche che il tasso di risparmio è in una fase di risalita e che l’occupazione non si riprenderà in tempi brevi (il tasso di disoccupazione è visto in crescita almeno fino a metà anno). In questo contesto, UniCredit vede il deficit scendere nel 2014 sotto la soglia del 3% ma il rapporto debito/PIL entrare in traiettoria discendente solo nel 2015, dopo che avrà toccato quest’anno il 133,9%”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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