Sono 900.000 le posizioni assicurative potenzialmente dormienti. Si tratta soprattutto di assicurazioni per il caso di morte, in cui si deve verificare se l’assicurato sia deceduto nel periodo 2007-2016 per le quali si stanno ricercando i possibili beneficiari non solo in Italia, ma anche all’estero, nell’Unione europea.Per posizioni assicurative dormienti s’intendono quei rapporti per così dire “caduti nel dimenticatoio”: polizze vita alla cui scadenza l’assicurato si è dimenticato di incassare il capitale spettantegli oppure anche quelle polizze vita i cui assicurati sono deceduti e per le quali gli eredi (in qualità di beneficiari) non hanno fatto valere il loro diritto nei confronti della compagnia di assicurazione.

Il termine entro il quale si può rivendicare il capitale è di 10 anni. Una volta scaduto questo termine (prescrizione), l’impresa di assicurazione deve trasferire il capitale all’apposito fondo statale dei cd. “Rapporti dormienti”.

Negli ultimi anni l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Ivass si è adoperato per rintracciare i beneficiari delle polizze dormienti. Fino ad ora, in collaborazione con delle compagnie assicurative e dell’Agenzia delle Entrate, si è riusciti a “risvegliare” circa 187.493 contratti per un controvalore di 3,5 miliardi di euro, che erano scaduti nel periodo 2007-2016. Un importo pari a circa 1,5 miliardi di euro è stato liquidato ai contraenti ancora in vita della polizza che avevano dimenticato di riscuotere il capitale e circa 2 miliardi di euro sono stati versati agli eredi nella veste di beneficiari, essendo i rispettivi assicurati nel frattempo deceduti.

Chi ritenga di essere un potenziale beneficiario di una polizza vita dormiente può rivolgersi, mediante un apposito modulo dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni Ivass, alle compagnie di assicurazioni presso le quali la stipula di un simile prodotto potrebbe essere stata possibile.

Per evitare che una posizione assicurativa diventi “dormiente”, è importante annotare sempre la scadenza della propria polizza vita. Inoltre, al momento della designazione dei beneficiari di una polizza vita si dovrebbe rinunciare alla denominazione generica “eredi legittimi” e specificare invece il nome del beneficiario o dei beneficiari. Gli eredi potenziali di una polizza vita dovrebbero altresì essere informati dell’esistenza del contratto e dovrebbero anche sapere, in caso di necessità, dove trovare una copia dello stesso.

“Il problema verrà definitivamente risolto solo con un intervento da parte del legislatore” ne è certo il CTCU. “La miglior soluzione sarebbe quella di prevedere un “registro dei deceduti” nonché, per le assicurazioni, due obblighi correlati: da un lato, quello di confrontare tale registro regolarmente con i nomi dei propri clienti; dall’altro, in caso di “coincidenza”, quello di contattare immediatamente i beneficiari indicati nella polizza.”

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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