Formazione obbligatoria per chi fa recupero crediti, introduzione di un Organismo di controllo che veda insieme imprese e rappresentanti dei consumatori, agevolazione nel rintracciare il debitore insolvente, registrazione delle telefonate e un Fondo di solidarietà per chi si trova oggettivamente in difficoltà e non riesce a pagare i debiti: sono i contenuti di una proposta di legge che introduce novità nel settore del recupero crediti. La proposta di legge è la “Disciplina dei servizi per la tutela del credito”, Atto Camera 4261, presentata da Paolo Petrini, che prevede importanti novità per il settore, attualmente regolato dall’articolo 115 del Tulps (Testo unico leggi di pubblica sicurezza) e risalente al 1931.

recupero crediti“Il comparto della tutela del credito ha la necessità di essere dotato di una regolamentazione solida che tuteli i consumatori, valorizzi le aziende che lavorano correttamente e permetta ai creditori di ricevere quanto dovuto”: così Gianluca Di Ascenzo, Vicepresidente dell’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC) e Presidente Codacons, ha commentato la proposta. L’Osservatorio Imprese e Consumatori è un organismo composto da Euro Service Spa, le 18 Società di Recupero Crediti che fanno parte di R.C.I. e 7 Associazioni di Consumatori facenti parte del CNCU (Associazione Utenti Servizi Radio Televisivi, Assoutenti, Casa del consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega Consumatori). L’Osservatorio ha accolto con favore la proposta di  legge, che “rappresenta un primo passo importante per il superamento di una normativa antiquata che male si coniuga con l’attuale realtà economica e sociale italiana”.

L’iniziativa piace dunque all’Osservatorio. Sostiene Di Ascenzo: “La proposta di legge in materia di recupero crediti ha accolto pienamente le istanze dell’Osservatorio del quale sono Vicepresidente e introduce importanti cambiamenti che gioverebbero sia ai consumatori, sia ai creditori, sia alle aziende del comparto della tutela del credito. Ritengo che sia una proposta equilibrata e che vada incontro alle esigenze di tutte le parti coinvolte. Ovviamente si tratta di un testo ancora passibile di modifiche e che potrà essere migliorato ulteriormente, con il contributo di tutti gli stakeholder del settore. Il comparto della tutela del credito ha la necessità di essere dotato di una regolamentazione solida che tuteli i consumatori, valorizzi le aziende che lavorano correttamente e permetta ai creditori di ricevere quanto dovuto. Tre obiettivi che potranno essere raggiunti solo se si lavora insieme, senza far prevalere gli interessi di parte. Dopotutto le buone leggi sono quelle a favore di tutti”.

Quali le novità? Viene prevista la formazione obbligatoria per gli operatori del recupero crediti e la costituzione di un Organismo pluralistico di controllo e regolazione, al quale spetterebbe il rilascio di una apposita autorizzazione per lo svolgimento delle attività.  L’Organismo conterebbe sette componenti e il rilascio dell’autorizzazione, oltre ai requisiti già contenuti nell’articolo 115 del Tulps, presupporrebbe anche lo svolgimento di corsi di aggiornamento. Non sarebbe invece previsto alcun requisito patrimoniale.

La proposta di legge prevede poi l’istituzione di un Fondo di Solidarietà in favore di chi è in una situazione di difficoltà nel pagare i debiti, che sarebbe sostenuto in parte dai gestori e in parte dagli utenti. Il meccanismo lo spiega Di Ascenzo a Oipa magazine: “Verrebbe alimentato con una minima percentuale dell’importo di ogni bolletta a carico dei gestori, ai quali verrebbe defiscalizzata la somma, e in minima parte a carico degli utenti. In altre parole, sarebbe sostenuto da coloro che potrebbero beneficiare di un suo intervento: i gestori, che incasserebbero gli importi dovuti, e gli utenti, che riceverebbero l’aiuto necessario per affrontare una situazione di difficoltà. Stiamo parlando di centesimi di euro che per ognuno di noi non sono nulla, ma che potrebbero, un domani, aiutare tante famiglie in difficoltà”.

Va poi fatta una distinzione fra chi non può pagare e chi non vuole pagare. E dunque la proposta di legge prevede “misure per agevolare il rintraccio del debitore irreperibile, permettendo l’accesso, esclusivamente per gli operatori del settore, a banche dati nel rispetto della normativa sulla privacy”. Per limitare poi i contenziosi, sempre frequenti, e con l’obiettivo di individuare i comportamenti scorretti come pure le società che lavorano nel rispetto dei cittadino, verrebbe introdotta la registrazione delle telefonate, effettuate e ricevute nel corso dei processi di sollecito e di recupero.  Spiega ancora a Oipa Magazine Di Ascenzo: “Prevedere la registrazione delle telefonate, effettuate e ricevute nel corso dei processi di sollecito e di recupero, nel rispetto del Codice privacy, limiterebbe questi contenziosi e aiuterebbe a individuare sia eventuali comportamenti scorretti, sia le società di gestione di crediti problematici che lavorano nel pieno rispetto del cittadino. Entrambe le parti (consumatori e società del settore) potrebbero, infatti, dimostrare il reale svolgimento della conversazione telefonica, senza possibilità di dubbi interpretativi. Una tutela per tutti insomma”.

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