Buoni postali Q/P, Confconsumatori: due vittorie per i risparmiatori (foto Pixabay)

Due nuove vittorie per i risparmiatori nell’annoso caso dei buoni fruttiferi postali serie Q/P. A raccontarli è Confconsumatori che ha ottenuto due recenti sentenze a Grosseto che, per l’associazione, rimettono in discussione le precedenti pronunce della Corte di Cassazione e riaccendono la speranza per gli intestatari dei buoni cosiddetti “Q/P” di ottenere un rimborso. La Cassazione si è espressa a favore di Poste in merito alla questione dell’ingannevolezza dei buoni fruttiferi postali serie “Q/P”, annullando gli effetti di numerosissime precedenti vittorie ottenute davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

Dice Confconsumatori: «Ora, però, una nuova speranza per gli intestatari dei buoni Q delusi viene da Grosseto, dove il Giudice ha, invece, condannato Poste al rimborso ritenendo di dover far prevalere “L’orientamento che tutela in via prioritaria l’affidamento riposto dal risparmiatore sulle risultanze letterali del buono postale fruttifero”».

I buoni Q/P: i precedenti

La vicenda, racconta Confconsumatori, è quella annosa dei buoni fruttiferi postali serie Q emessi su carta intestata della precedente serie P (per questo ribattezzati “Q/P”) e distribuiti senza correggere la stampigliatura relativa ai tassi d’interesse applicati nell’ultima decade (dal 20° al 30° anno). Al momento della riscossione i beneficiari si trovavano applicato un interesse di molto inferiore rispetto a quanto riportato sul buono.

Confconsumatori ha ottenuto, per gli intestatari di buoni Q/P numerose vittorie davanti all’Arbitro Bancario Finanziario e in seguito ha fatto appello al Governo e a Poste, che continuava a negare i rimborsi, per raggiungere un accordo bonario stragiudiziale. La battaglia in tribunale, invece, c’era stata ed era arrivata fino in Cassazione, dove era prevalsa la tesi di Poste, dispensata così dall’obbligo di rimborsare gli italiani che avevano acquistato quei buoni.

Le due sentenze di gennaio

Con due diverse sentenze del 16 gennaio 2023 (si possono scaricare QUI) il Tribunale di Grosseto, in merito alla questione relativa alla fruttificazione dal 21mo al 30mo anno dei Buoni Postali Fruttiferi si è discostato dalle ultime quattro pronunce della Suprema Corte di Cassazione ritenendo di dover far prevalere “l’orientamento che tutela in via prioritaria l’affidamento riposto dal risparmiatore sulle risultanze letterali del buono postale fruttifero”.

Il Tribunale ha evidenziato la tutela dell’affidamento del risparmiatore perché le indicazioni del buono “In mancanza di disposizioni o correzioni in senso contrario legittimavano l’insorgere di un affidamento contrattuale circa l’applicazione di interessi in misura differenziata”.

In questi due casi, spiega ancora l’associazione, “i risparmiatori erano risultati vittoriosi anche dinanzi all’Abf di Banca d’Italia ma Poste non aveva adempiuto alle decisioni dell’arbitro; dovrà farlo adesso a fronte della pronuncia di condanna al pagamento degli interessi convenuti dal 21mo al 30mo anno, oltre agli interessi legali dalla domanda di pagamento dei due risparmiatori sino al saldo”.

Commenta Filomena Lisi, componente del direttivo nazionale e coordinatrice della campagna “buono tradito”: «La battaglia di Confconsumatori, a tutela dei risparmiatori, continua in ogni sede, pur confidando in una soluzione negoziale attraverso il coinvolgimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Cassa Depositi e Prestiti che, nonostante siano stati più volte invitati a dialogare con le associazioni dei consumatori, non hanno mai risposto». Le sedi territoriali dell’associazione sono a disposizione per assistere i risparmiatori titolari dei buoni postali; l’elenco con i recapiti è qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.


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