Clausole abusive

Estinzione anticipata dei prestiti, MC vs Santander

I consumatori hanno diritto al rimborso dei costi in caso di estinzione anticipata dei prestiti e dei contratti stipulati dal 2010 al 2019. E questo vale anche per Santander, secondo quanto stabilito dal Tribunale di Torino.

Il Tribunale ha accolto infatti il ricorso presentato dal Movimento Consumatori e ha accertato la nullità delle clausole contrattuali utilizzate in Italia da Santander fino al mese di aprile 2020 che regolano l’estinzione anticipata dei contratti di credito con i consumatori prevedendo la non rimborsabilità di tutti i costi sostenuti.

MC vs Santander

Il tribunale, con un provvedimento in via d’urgenza, ha affermato l’applicabilità della sentenza della Corte di Giustizia dello scorso 11 settembre (sentenza Lexitor) per tutti i contratti stipulati a partire dal settembre 2010 e fino al dicembre 2019.

È quanto annuncia oggi il Movimento Consumatori, che si è mobilitato sul tema.

Commenta Paolo Fiorio, legale che ha assistito l’associazione nel giudizio: «L’ordinanza del tribunale di Torino potrà portare significativi benefici a decine di migliaia consumatori. Il colosso Santander nato in Spagna e presente in tutta Europa, nel 2019 aveva quasi 7 miliardi di crediti conseguenti a contratti di credito con i consumatori. Nel 2019 ha ricevuto quasi 7.000 reclami solo per la richiesta di rimborsi conseguenti all’estinzione anticipata dei prestiti al consumo. Auspichiamo che Santander ottemperi al più presto al provvedimento del tribunale e rimborsi volontariamente tutti i consumatori. In caso contrario Movimento Consumatori avvierà una class action a tutela di tutti i consumatori coinvolti».

 

giustizia

 

La sentenza Lexitor

Il principio da seguire è che, in caso di estinzione anticipata del contratto di cessione del quinto o di un prestito, si ha diritto a ottenere il rimborso di ogni costo sostenuto per il periodo residuo del prestito.

Con la sentenza Lexitor dell’11 settembre 2019 la Corte di giustizia europea ha affermato che in caso di estinzione prima della scadenza dei prestiti ai consumatori (contratti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, delegazione di pagamento, prestiti personali o finalizzati all’acquisto di beni e servizi) il consumatore ha diritto alla restituzione di una quota di tutti i costi posti a suo carico per il periodo nel quale non ha goduto del finanziamento.

 

Il caso Santander

Nel corso del giudizio, spiega il Movimento Consumatori, Santander ha sostenuto l’inapplicabilità della sentenza della Corte di giustizia per tutte le estinzioni anticipate precedenti al 5 dicembre 2019, data in cui la Banca d’Italia ha emanato una circolare che invitava gli intermediari ad adeguarsi al diritto europeo.

Il tribunale di Torino ha affermato il diritto di tutti i consumatori, in caso di avvenuta estinzione anticipata nel periodo dal 2010 al 2019, di ottenere l’ulteriore riduzione del costo totale del credito in proporzione a quella che sarebbe stata la vita residua del contratto per ogni commissione, comprese le commissioni di istruttoria e di intermediazione in precedenza escluse. Nei prossimi 60 giorni, Santander dovrà comunicare l’illegittimità delle clausole e i diritti dei consumatori con una pubblicazione sul proprio sito Internet e con una comunicazione indirizzata a tutti i clienti.

«Questa ordinanza – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – anche perché resa nei confronti di uno dei primari operatori del settore, non lascia più scuse agli intermediari che in questi mesi si sono rifiutati di rimborsare i consumatori che hanno estinto i prestiti prima del 5 dicembre 2019. Si tratta di un comportamento coordinato che riteniamo illegittimo e sul quale chiederemo l’intervento dell’Antitrust, affinché verifichi e sanzioni eventuali comportamenti anticoncorrenziali. Auspichiamo che Banca d’Italia nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e di tutela della clientela prenda al più presto posizioni chiare, obbligando tutti gli intermediari ad ottemperare alla sentenza della Corte di giustizia anche per le estinzioni anticipate precedenti alla propria circolare di dicembre 2019».

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