La legge 3/2012, ovvero la legge sul sovraindebitamento: opportunità o chimera? È la domanda, un po’ provocatoria alla quale Confassociazioni e Konsumer Italia hanno cercato di dare una risposta nel corso del convegno “Il sovraindebitamento, i professionisti e i consumatori”, iniziando un percorso di informazione e consapevolezza diretto ai cittadini in quanto consumatori e professionisti. L’evento ha rappresentato il primo, concreto passo per diffondere la conoscenza ed iniziare a predisporre proposte di soluzione da presentare al legislatore sulla delicata questione degli strumenti pensati per professionisti e consumatori che si trovano in una situazione di sovraindebitamento e che spesso non sanno che esistono soluzioni percorribili per l’esdebitazione.

La legge ha lo scopo di consentire una fresh restart, una seconda possibilità per molti professionisti ed imprese medio/piccole di reimmettersi sul mercato economico. “Il primo problema”, ha sottolineato Marco Recchi, di Konsumer “è rappresentato dalla complessità della legge stessa, rispetto alla quale non è stata fatta ancora sufficientemente pratica dagli addetti ai lavori “Istituire le procedure previste dalla norma è un lavoro molto elaborato, ma poi ottenere l’omologazione dei piani da parte dei tribunali, che spesso adottano un atteggiamento di chiusura, è difficilissimo”.

Questa legge non è la panacea di tutti i mali, hanno chiarito gli intervenuti, ma può rappresentare un valido supporto per coloro che, sovraindebitati, non hanno le caratteristiche per accedere alla procedura fallimentare e desiderano sanare la propria posizione debitoria. Come noto, in Italia possono fallire solo le imprese che hanno determinati e significativi requisiti patrimoniali, e moltissime realtà risultano sotto soglia.

Fino alla legge 3/2012 queste piccole e medie imprese venivano relegate in una sorta di limbo, senza avere la possibilità di ripartire economicamente. L’auspicio è che le singole associazioni dei professionisti inizino a diffondere la conoscenza di questo strumento”, ha concluso Recchi.

Sette milioni di Italiani oggi vivono sotto la soglia della povertà ed ogni giorno tocchiamo con mano la scarsa conoscenza che i consumatori hanno degli strumenti che potrebbero dare una mano a chi si trova, senza averlo voluto, per scarsa esperienza o per altri percorsi, in una situazione di estrema difficoltà. È mancata un’informazione semplice e comprensibile diretta ai destinatari di questa legge”, ha dichiarato Fabrizio Premuti. Ma più in generale, ha sottolineato il presidente Konsumer, in Italia manca l’alfabetizzazione sull’uso del denaro, sugli investimenti, sul mantenimento degli investimenti, sul valore del patrimonio. “Fondamentale è individuare chi vuol pagare e non può, distinguendolo da chi non vuole onorare i propri debiti, avere gli strumenti giuridici per non scaricare sulla collettività la disonestà di alcuni”.

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