carta di credito

Stretta sui Pos, multe anticipate?

In arrivo una stretta sui Pos? Così sembra secondo alcune informazioni stampa, che prevedono l’anticipo a giugno di quest’anno delle sanzioni per chi rifiuta i pagamenti con carta e bancomat.

Sul tavolo del Consiglio dei Ministri di oggi dovrebbero trovare posto nuove misure di contrasto all’evasione e fra queste le multe previste per chi rifiuta di accettare pagamenti elettronici e digitali attraverso il Pos. L’obbligo infatti c’è, dal 2014, ma le sanzioni non sono mai partite.

Le multe per chi  rifiuta i pagamenti con carta dovevano partire da quest’anno ma il termine era slittato al 1° gennaio 2023. Si parla di una multa di 30 euro più il 4% del valore della transazione. Con la stratta sui Pos le sanzioni potrebbero entrare in vigore prima, dal 30 giugno.

Codacons: bene multa per gli esercenti, misura attesa da otto anni

Il Codacons si dichiara “assolutamente favorevole” al possibile anticipo a giugno dell’entrata in vigore delle multe a carico degli esercenti per la mancata accettazione di pagamenti effettuati attraverso carte di credito e di debito.

«Già a partire dal 2014, grazie al decreto legge numero 179/2012 del Governo Monti, era stato introdotto in Italia l’obbligo per negozianti e professionisti di accettare i pagamenti con Pos, misura poi confermata ed estesa a partire dall’1 luglio 2020 dal decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio (n. 124/2019) – dice il presidente Codacons Carlo Rienzi – Nessuna delle due norme, tuttavia, aveva introdotto sanzioni per gli esercenti che rifiutavano pagamenti con carte e bancomat. Questo ha portato ad una situazione paradossale in cui ancora oggi numerosi negozianti in tutta Italia, pur possedendo il Pos, impediscono ai clienti di pagare con moneta elettronica, consapevoli che non andranno incontro ad alcuna multa».

«Ora finalmente le cose potrebbero cambiare e, grazie alle sanzioni per chi rifiuterà i pagamenti digitali, sarà possibile rendere davvero efficace la misura che introduce l’obbligo per gli esercenti di accettare i pagamenti con Pos – prosegue Rienzi – Condividiamo tuttavia le richieste dei commercianti di abbattere le commissioni sui pagamenti elettronici, per incentivare l’uso di carte e bancomat ed eliminare qualsiasi scusante verso chi ostacola il Pos».

 

pagamenti elettronici pos
Pagamenti con carta, sanzioni slittano al 2023

 

Confesercenti: stretta sui Pos? Prima tagliare le commissioni

Confesercenti chiede invece che prima vengano ridotte le commissioni pagate dagli esercenti.

«Prima di un’eventuale ‘stretta sui Pos’, bisognerebbe procedere finalmente al taglio sostanziale delle commissioni pagate dagli esercenti sulla moneta elettronica, più volte promesso ma realizzato solo in minima parte», dice Confesercenti.

La sigla dice che il numero di Pos attivi è molto aumentato negli ultimi anni. Nel 2020 i Pos attivi erano 3,4 milioni, un milione in più dei 2,4 milioni disponibili nel 2017.

«Servono incentivi, non sanzioni, a partire da un taglio significativo dei costi d’utilizzo di carte e bancomat», prosegue Confesercenti.

«Siamo favorevoli ad incentivare la moneta elettronica: un vantaggio per tutti, visti i rischi di sicurezza derivanti dalla gestione del contante. È però essenziale individuare un reale e concreto punto di incontro tra le misure di incentivazione alla moneta elettronica e le esigenze delle imprese, accompagnando tali misure con decise riduzioni delle commissioni applicate per l’accettazione di carte di credito e di debito, da azzerare per importi fino a 50 euro. Va promossa, allo stesso tempo, la competizione tra carte di credito e di debito e i sistemi di pagamento tecnologicamente più evoluti, come quelli next-gen, il cui costo per gli esercenti è già oggi notevolmente inferiore: un dato di fatto che non è più possibile ignorare».

UNC: Se ne parla da dieci anni…

L’Unione Nazionale Consumatori sottolinea che delle sanzioni si parla da anni. “Vedremo!” è il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’associazione, all’ipotesi di anticipare di sei mesi, al 30 giugno 2022, le multe a chi non permette i pagamenti con il Pos.

L’UNC ricostruisce anche il lungo percorso normativo delle norme e delle sanzioni che finora non ci sono state.

«Siamo stufi di essere presi in giro – dice Dona – È da 10 anni esatti che si parla dell’obbligo del Pos. Fu il Governo Monti con il cosiddetto decreto crescita 2.0 (decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179) a prevederlo e sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2014. Poi il Governo Renzi con la legge di stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) aveva introdotto una sanzione, che però doveva essere fissata con decreti che non hanno mai visto la luce. Poi se ne è riparlato con il Governo Conte II, nel dl fisco, ossia il decreto collegato alla manovra 2020 (decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124), ma in fase di conversione del decreto le sanzioni sparirono. Insomma, non è questione di essere come San Tommaso, è che da 10 anni si fa un passo avanti e poi due indietro non appena arrivano le proteste dei commercianti che, guarda caso, sono arrivate anche oggi. Le scuse sono le solite, trite e ritrite».


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