Truffe online, riconosciuto rimborso di 14.500 euro (Foto di Mohamed Hassan da Pixabay)

Grazie all’intervento di Confconsumatori, l’Arbitro bancario finanziario ha riconosciuto a un cittadino barese il diritto al rimborso di 14.500 euro sottratti con due bonifici fraudolenti tramite una truffa bancaria online che combina più tecniche ormai ben note, “Sms spoofing” e “Vishing”.

Sms spoofing e vishing, cosa sono

Si tratta di truffe telefoniche basate sulla falsificazione dell’identità di chi telefona o di chi manda sms. Il caller ID  Spoofing si basa sue due varianti del phishing: il vishing, che ricorre alle chiamate vocali, e lo smishing che vuole rubare informazioni personali attraverso l’invio di sms ingannevoli che sembrano invece provenire da mittenti ufficiali.

Il caso: la truffa al correntista barese

Tutto inizia con l’arrivo di un sms che sembrava arrivare dal canale ufficiale della banca. Dopo pochi minuti, il correntista riceve la telefonata da un sedicente operatore dell’istituto bancario che aveva avuto accesso al conto corrente sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato. Il conto infatti era bloccato, poiché occorreva che il titolare compilasse in banca il modulo di verifica: invitato dal truffatore a provvedere, il malcapitato correntista si era recato in filiale e con l’ignara connivenza degli operatori aveva compiuto l’operazione decisiva per concretizzare la frode. Così l’operatività online del conto si era sbloccata e il truffatore aveva potuto completare l’azione criminosa. Il tutto nell’arco di due giorni.

Il cittadino truffato, non riuscendo ad ottenere un rimborso dalla banca, con l’assistenza di Confconsumatori si è rivolto all’Abf (Arbitro bancario finanziario) che gli ha riconosciuto il diritto al rimborso totale dei 14.500 euro sottratti attraverso due bonifici fraudolenti.

«È stato riconosciuto il difetto probatorio nel processo di autorizzazione delle operazioni sul canale di pagamento online della banca, soggetto intermediario tenuto a un obbligo di diligenza professionale secondo il parametro dell’accorto banchiere. Inoltre l’arbitro ha riconosciuto un ulteriore e importante principio: “i meccanismi peril monitoraggio delle operazioni volte a prevenire, rilevare e bloccare il traffico dei pagamenti fraudolenti dovrebbero essere attivati prima dell’autorizzazione finale del prestatore dei servizi di pagamento”» hanno commentato gli avvocati di Confconsumatori, Nuccia Lisi e Filomena Panzarino.

di Aurora Cusumano

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