Consumi sostenibili, le abitudini green degli italiani... fra il dire e il fare (foto Pixabay)

Consumi sostenibili, le abitudini green degli italiani… fra il dire e il fare

Gli italiani sono sempre più attenti ai consumi sostenibili ma spesso trovano difficile metterli in pratica con azioni concrete. La ricerca “Agos Insights. I nuovi consumi sostenibili” e i profili degli italiani rispetto alla sostenibilità: idealisti, concreti, impossibilitati e indolenti

I consumi sostenibili sono l’orizzonte ideale e gli italiani vi prestano attenzione. Riconoscono l’importanza della sostenibilità ma fra il dire e il fare c’è di mezzo la difficoltà di cambiare concretamente i propri comportamenti, specialmente quando questo comporta un aumento di spesa oppure di atteggiamento complessivo.

Gli italiani sono sempre più attenti alle sostenibilità ma spesso trovano difficile metterla in pratica con azioni concrete. Il 71% ha adottato comportamenti sostenibili in casa, ma su consumi responsabili spesso avrebbe bisogno di una consulenza esperta. Sono alcune delle considerazioni che emergono dalla prima edizione della ricerca “Agos Insights. I nuovi consumi sostenibili”, realizzata da Agos, società di credito al consumo, in collaborazione con Eumetra e destinata a diventare un appuntamento annuale per monitorare le abitudini delle famiglie sul fronte green.

L’attenzione alla sostenibilità è tema attuale e sentito da circa nove intervistati su dieci ma non sempre risulta attuabile nella vita quotidiana.

Commenta François Edouard Drion, Managing Director & Ceo di Agos: «Con il progetto Agos Insights, la prima Survey annuale sul mondo dei consumatori, sviluppata in collaborazione con Eumetra MR, vogliamo analizzare le novità e le prospettive future sui nuovi consumi, e offrire un’analisi approfondendo i principali temi di interesse comune tra cui lo sviluppo dell’economia circolare e del riciclo, il ruolo del singolo nella costruzione di un futuro sostenibile e quello dell’evoluzione tecnologica nelle scelte di sostenibilità dei consumatori stessi».

Consumi sostenibili e abitudini green: cosa c’è e cosa manca

La transizione energetica risulta più facile all’interno della propria casa. Il 71% dichiara di aver modificato i propri comportamenti in casa e ben il 69% ha adattato le proprie abitudini ai fini di un maggior risparmio energetico, anche perché in questo la sostenibilità è collegata al tema della riduzione delle spese, oltre che al minor impatto ambientale.

Gli italiani sembrano essere molto interessati alle potenzialità di un miglioramento della classe energetica di casa (90%) e degli elettrodomestici (94%). L’84% conosce la classificazione energetica degli elettrodomestici ma non sono altrettanti quelli che si rendono conto dell’impatto dell’utilizzo degli elettrodomestici in bolletta (solo il 38% ne è consapevole) e che sono a conoscenza della classe energetica del proprio immobile (51%). Proprio per questo emerge dall’indagine una forte richiesta di consulenza da parte delle aziende e dei rivenditori, che dovrebbero aiutare a districarsi nel dedalo delle differenze e far capire meglio i vantaggi di una soluzione green (esigenza espressa dall’82%).

Diverso è il caso della mobilità e degli spostamenti green, perché solo il 15% degli italiani ha modificato i propri spostamenti in chiave sostenibili.

L’indagine evidenzia che “uno dei freni alla modifica delle abitudini è rappresentato dal fatto che comportarsi in modo autenticamente sostenibile ha spesso un costo significativo. Le generazioni oggi più in difficoltà sono quelle di mezzo – dai 30 ai 50 anni – alle prese con spese per la casa e per i figli, e stipendi che non sempre consentono di seguire i comportamenti più virtuosi”.

Consumi sostenibili, il profilo degli italiani

L’indagine traccia allora il profilo di quattro tipi di italiani che hanno atteggiamenti diversi verso i consumi sostenibili, a seconda dell’importanza riconosciuta alla sostenibilità come pure delle risorse economiche della famiglia. Si spazia così dagli idealisti ai concreti, dagli impossibilitati agli indolento. Ecco di seguito il profilo.

Gli Idealisti sono il 31%, sono caratterizzati da un’età giovane – è il gruppo più diffuso tra la generazione Z – e da risorse economiche a disposizione, spesso determinate dalle poche spese da affrontare. Sono i più orientati verso i temi della sostenibilità, li ritengono importanti e più degli altri vi prestano attenzione nei comportamenti di tutti i giorni.

I Concreti sono il gruppo più numeroso (32%), prevalentemente femminile. Composto principalmente da persone dai 35 ai 55 anni, si trova ad avere a che fare con spese e impegni quotidiani che spesso non permettono di attuare comportamenti sostenibili quanto si vorrebbe. Avendo infatti figli a carico e/o genitori anziani hanno diverse spese che, pur di fronte ad un reddito buono, non permettono di affrontare i costi di molti prodotti sostenibili.

Gli Impossibilitati (21%) sono un gruppo principalmente maschile e con titoli di studio più bassi. Fanno spesso lavori operai e hanno maggiori difficoltà nel fronteggiare le spese mensili come le bollette. La sostenibilità risulta dunque un tema secondario. Hanno sì qualche comportamento green, ma più collegato al tema della riduzione delle spese. Sono i meno propensi a spendere qualcosa di più per prodotti o servizi sostenibili.

Gli Indolenti (16%) sono un altro gruppo a prevalenza maschile, composto da molte famiglie, spesso con un buon grado di istruzione. Stanno bene economicamente e ritengono importante il tema della sostenibilità, ma hanno poca voglia (e forse tempo) di impegnarsi in prima persona. Sono più che disponibili a spendere di più e a utilizzare le proprie risorse per iniziative a favore della sostenibilità, ma non a cambiare i propri comportamenti.


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