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La Commissione europea lancia riforma dei servizi digitali e delle piattaforme online

La Commissione europea propone nuove norme sulle piattaforme online e sullo spazio digitale. Più trasparenza nel rapporto con gli utenti, più tutele dei consumatori, possibilità di rimuovere i contenuti illegali e di tutelarsi al tempo stesso da erronee cancellazioni. Stop alle pratiche commerciali sleali. Sanzioni fino al 10% del fatturato mondiale.

Le piattaforme online hanno cambiato la nostra vita di consumatori e cittadini. La Commissione vuole intervenire e fare in modo che Amazon, Google, Facebook e le Big Tech agiscano con maggiore trasparenza per i consumatori, algoritmi compresi, e nella garanzia della concorrenza.

Non solo. Il principio è quello di far sì che «ciò che è illegale offline è altrettanto illegale online», secondo le parole di Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale.

 

 

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La Commissione europea lancia riforma dei servizi digitali

 

Digital Services Act e Digital Markets Act: nuove norme per i servizi digitali

Così ieri la Commissione europea ha proposto una «una riforma ambiziosa dello spazio digitale, una serie completa di nuove norme per tutti i servizi digitali, compresi i social media, i mercati online e altre piattaforme online che operano nell’Unione europea: la legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali».

Digital Services Act e Digital Markets Act, appunto.

«Le nuove norme – spiega la Commissione – proteggeranno in modo più efficace i consumatori e i loro diritti fondamentali online e renderanno i mercati digitali più equi e più aperti per tutti. Un corpus normativo per tutto il mercato unico promuoverà l’innovazione, la crescita e la competitività e fornirà agli utenti servizi online nuovi, migliori e affidabili».

La riforma vuole garantire la concorrenza e impedire l’applicazione di condizioni inique da parte delle grandi piattaforme online che di fatto controllano l’accesso al mercato unico.

Spiega Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale: «Le due proposte perseguono un unico obiettivo: garantire a noi, in quanto utenti, l’accesso a un’ampia gamma di prodotti e servizi sicuri online e alle aziende che operano in Europa di competere liberamente ed equamente online così come offline. Si tratta di un unico mondo. Dovremmo potere fare acquisti in modo sicuro e poterci fidare delle notizie che leggiamo, in quanto ciò che è illegale offline è altrettanto illegale online».

 

 

 

La legge sui servizi digitali

I servizi digitali sono profondamente cambiati negli ultimi anni. Le piattaforme online sono attori importanti nel commercio e spazi pubblici di condivisione di informazioni.

«Le piattaforme online, in particolare, hanno creato vantaggi significativi per i consumatori e per l’innovazione, hanno agevolato gli scambi transfrontalieri all’interno e all’esterno dell’Unione e hanno aperto nuove prospettive a un’ampia gamma di aziende e di operatori commerciali europei. Allo stesso tempo, possono essere utilizzate come mezzo per la diffusione di contenuti illegali o per la vendita online di beni o servizi illegali».

In virtù della legge sui servizi digitali, spiega allora la Commissione, «obblighi vincolanti a livello dell’UE si applicheranno a tutti i servizi digitali che collegano i consumatori a beni, servizi o contenuti e saranno previste nuove procedure per una più rapida rimozione dei contenuti illegali e una protezione globale dei diritti fondamentali degli utenti online. Il nuovo quadro riequilibrerà i diritti e le responsabilità degli utenti, delle piattaforme di intermediazione e delle autorità pubbliche e si baserà sui valori europei, compresi il rispetto dei diritti umani, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e lo Stato di diritto».

In pratica ci saranno norme che permetteranno di rimuovere beni, servizi o contenuti illegali online. Ma anche garanzie per gli utenti che abbiano visto i loro contenuti cancellati per errore dalle piattaforme online.

Ci saranno misure di trasparenza maggiori sulla pubblicità online e sugli stessi algoritmi usati per “consigliare” e promuovere i contenuti agli utenti. E ci saranno anche nuove norme sulla tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online, per contribuire a rintracciare i venditori di beni o servizi illegali.

La legge sui mercati digitali

La legge sui mercati digitali «affronta le conseguenze negative derivanti da determinati comportamenti delle piattaforme che hanno assunto il ruolo di controllori dell’accesso al mercato digitale».

Sono quelle piattaforme che hanno una posizione centrale, possono agire come fossero legislatori privati e rappresentare una strozzatura fra aziende e consumatori.

La Commissione vuole garantire la concorrenza e vietare le pratiche commerciali sleali, come quelle che fanno un uso scorretto dei dati della aziende presenti sulle piattaforme e rallentano, o impediscono, il passaggio dei consumatori ad altri servizi, o li vincolano a un servizio particolare.

Per questo le norme si applicheranno «ai principali fornitori dei servizi di piattaforme di base più inclini a ricorrere a pratiche sleali, come i motori di ricerca, i social network o i servizi di intermediazione online, che soddisfano i criteri legislativi oggettivi per essere designati come controllori dell’accesso».

La riforma vieterà le pratiche sleali, come quella di impedire all’utente di disinstallare software o applicazioni preinstallati. Imporrà misure che permetteranno ai software di terzi di funzionare correttamente. E prevede anche sanzioni e ammende che possono arrivare fino al 10% del fatturato mondiale.

Naturalmente i tempi sono lunghi. Il Parlamento europeo e gli Stati dovranno discutere le proposte della Commissione.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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