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La pirateria audiovisiva a un anno dal lockdown

Pirateria audiovisiva, lockdown e ritorno

La pirateria audiovisiva è tornata ai livelli pre-pandemia dopo la forte crescita del lockdown. Con alcuni cambiamenti. Cresce del 4% la pirateria digitale. In forte ripresa la pirateria di eventi sportivi live. Il 30% dei consumatori ha sottoscritto un nuovo abbonamento a piattaforme legali di contenuti audiovisive

La pirateria audiovisiva ha avuto una crescita fortissima durante il lockdown della scorsa primavera. Mentre ora è tornata ai livelli pre-pandemia. Nell’ultimo anno l’incidenza complessiva della pirateria si è infatti attestata al 38%, in linea con i dati pre-pandemia del 2019 (37%). L’aumento esponenziale che c’era stato durante il lockdown di primavera 2020 era legato allo stato di eccezionalità di quel periodo.

Ci sono però dei cambiamenti che riguardano modalità e “argomenti” piratati, nonché i comportamenti dei consumatori. Questi infatti hanno una scarsa percezione del fatto che alcune piattaforme siano illecite (è il caso di alcune IPTV) ma allo stesso tempo quasi un terzo di loro si è abbonato a qualche piattaforma audiovisiva nell’ultimo anno.

Cresce nel 2020 la pirateria di eventi sportivi live. E cresce il numero di persone che almeno una volta ha usato le IPTV (Internet protocol television, la trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche) illecite: sono stati il 21% nell’ultimo anno contro il 19% del primo lockdown.

 

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La pirateria audiovisiva, indagine Ipsos-FAPAV

È il quadro elaborato da Ipsos per conto di FAPAV – Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali che ha analizzato la pirateria audiovisiva negli ultimi 12 mesi.

«La ricerca di quest’anno – ha detto Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia – evidenzia che anche a livello culturale c’è voglia di tornare alla normalità pre-pandemica e ricominciare a ‘vivere’ il cinema in prima persona, ma d’altro canto la pandemia appare aver lasciato anche alcune buone abitudini casalinghe: quasi un terzo degli italiani ha sottoscritto nell’ultimo anno (dall’inizio della pandemia) almeno un abbonamento (legale) a servizi audiovisivi. Al contrario, sul fronte dell’illegalità, dopo la fortissima crescita degli atti illeciti di pirateria audiovisiva rilevata durante il lockdown dello scorso anno, la situazione tende a tornare ai livelli pre-pandemici».

La pirateria audiovisiva a un anno dal lockdown

La pirateria audiovisiva era cresciuta nel primo lockdown del 2020, quando c’era stata una crescita esponenziale degli atti illeciti (erano 243 milioni). Questa è stata però, dice l’indagine, “una vera anomalia”.

Negli ultimi 12 mesi gli atti illeciti di pirateria compiuti mostrano un forte calo (57 milioni in un bimestre medio) e risultano inferiori anche rispetto ad un bimestre medio del 2019 (69 milioni). Anche l’incidenza della pirateria in Italia è calata: è passata dal 40% durante il periodo di lockdown marzo/aprile 2020 al 38%, in linea con i dati pre-pandemia del 2019 (37%).

Sono però cambiate le abitudini dei pirati. C’è meno attenzione a film e serie mentre aumenta l’interesse verso la fruizione illecita di eventi sportivi live: è il 14% nel 2020 e aumenta rispetto al 10% del 2019.

I film restano il contenuto più piratato (25% vs 31%) seguiti dalle serie/fiction (20% vs 23%).

Pirateria digitale e IPTV illegali

Un’altra novità riguarda la pirateria digitale, che cresce del 4% rispetto al 2019. C’è un calo nel download e nello streaming ma non nell’uso delle IPTV illegali. Aumentano infatti i fruitori della tv su internet illecita.

«Nel 2019 – dice l’indagine – i fruitori di IPTV illegali erano il 10% della popolazione italiana, negli ultimi 12 mesi l’incidenza è al 21%, ovvero quasi 11 milioni di persone hanno dichiarato di aver utilizzato almeno una volta le IPTV illecite per la visione di film, serie/fiction, programmi tv ed eventi sportivi live. Di questi, circa 2 milioni hanno inoltre affermato di possedere un abbonamento illegale. Per quanto riguarda dunque la platea generale degli utilizzatori di IPTV illecite, la maggior parte risulta fruitore occasionale».

I consumatori e i contenuti audiovisivi

I consumatori sono ancora poco consapevoli che queste piattaforme sono illecite e solo il 37% ha piena coscienza di commettere un reato.

Allo stesso tempo, i consumatori sono sempre più legati ai contenuti audiovisivi che durante il lockdown hanno rappresentato un modo per passare il tempo, con l’intrattenimento portato a casa anche dalle piattaforme di contenuti video e streaming.

Durante il lockdown, in particolare, la metà (il 52%) degli italiani ha dedicato più tempo della propria giornata alla fruizione di film, serie/fiction, programmi tv e sport live, tendenza che si è confermata anche successivamente, anche se in percentuale minore (38%).

Il 30% degli intervistati ha sottoscritto nell’ultimo anno un nuovo abbonamento a piattaforme legali di contenuti audiovisivi e il 39% ha dichiarato di voler tornare al cinema al più presto – e questo è anche un segno della voglia di tornare alle abitudini di un tempo.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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