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Chi è Huggy Wuggy? (fonte foto: poppy playtime su google play)

Se avete bambini piccoli, se frequentate le chat di scuola, se qualche amichetto dei vostri pargoli vede i Me contro Te, di sicuro vi sarete imbattuti in Huggy Wuggy. Che non è un bel vedere, a dirla tutta, ma sta spopolando fra molti ragazzini, anche i più piccoli, ed è già diventato l’oggetto dell’ansia dei genitori nonché (c’è da dirlo?) un fenomeno commerciale.

Chi è Huggy Wuggy? È un pupazzo blu molto inquietante, con lunghe braccia, labbra rosse e denti affilatissimi. È il protagonista di un videogioco horror, Poppy Playtime, uscito a ottobre 2021. Si tratta di una horror escape room per i più giovani (il gioco ha classificazione Pegi 13, non è insomma per bambinetti) nel quale bisogna fuggire da una vecchia fabbrica di giochi e non incappare in Huggy Wuggy. Perché è diventato famoso? Perché ormai questo personaggio, con lunghi arti e denti aguzzi, una specie di Muppet in versione horror, sta spopolando ovunque. È uscito fuori dal gioco, è arrivato nei negozi, sulle bancarelle e sui social come You Tube, è stato ripreso anche dal duo di videotuber Me contro Te e pare apprezzato dai bambini più piccoli, che ne sembrano molto attratti.

 

huggy wuggy
Huggy Wuggy in vendita su Amazon, 28 aprile 2022

 

Genitori preoccupati per Huggy Wuggy

Le cronache del web raccontano di genitori preoccupati. Anche perché la canzoncina di Huggy Wuggy, in inglese, fa più o meno così: I denti aguzzi ti lasciano sanguinante (Sharp teeth leave you bloody) Non chiamarmi mai brutto (Don’t you ever call me ugly) Abbracciami finché non muori (Hug me ’til you die). Abbracciami finché non esali l’ultimo respiro. I bambini sanno quello che canticchiano?

Le cronache dall’estero raccontano anche di scuole che avrebbero scritto ai genitori per richiamare la loro attenzione su questa canzoncina e sugli abbracci “mortali” promessi dai bambini che giocano a Huggy Wuggy.

Scrive Greenme: «Attenzione, per i più giovani sì, ma non tutti: il gioco ha un indice di classificazione PEGI 13, quindi solo per i maggiori di 13 anni dovrebbero giocarci o vederne il gameplay su Youtube. E invece tantissimi youtuber per bambini, a partire dai Me contro Te, ne mostrano le immagini indisturbati».

Come sottolinea Fanpage, è una figura che dal mondo dei videogiochi è sbarcata su altri medium. Huggy Wuggy «di fatto sta diventando una sorta di “uomo nero” che fa capolino all’interno di storie e video sul web».

Ed è forse proprio questa incursione in contenuti fruiti dai più piccoli che tende a preoccupare molti genitori. Tanto è vero che qualcuno ha scritto anche a Help Consumatori, allegando video e scrivendo che Huggy Wuggy non è adatto a un pubblico di bambini piccoli.

«Vorrei sapere come mai questo personaggio horror di un videogioco venga così ampiamente utilizzato senza nessun controllo o limitazione per i contenuti dedicati alle fasce di bambini più piccoli», ci ha scritto una mamma.

Huggy Wuggy: il pupazzo, il successo e il commercio

Sui social il pupazzo inquietante spopola. Un’analisi pubblicata su Forbes evidenzia che il personaggio ha catturato l’attenzione di bambini anche molto piccoli e che, a meno di non avere i dispositivi elettronici di casa con un forte parental control, Huggy Wuggy probabilmente a un certo punto farà apparizione sugli schermi. E anche se non spunterà fuori, «è probabilmente l’argomento di conversazione nel parco giochi, poiché i bambini sembrano stranamente affascinati dalla creatura e i creatori di contenuti stanno approfittando della sua popolarità; anche i peluche Huggy Wuggy di altri marchi vengono venduti ai bambini, a volte anche come peluche della buonanotte».

Adulti, educatori e genitori sono preoccupati verso un personaggio che sembra sfruttare l’aspetto di giocattolo per “sfuggire all’occhio vigile dell’algoritmo”. Il personaggio, racconta questa analisi, è stato originariamente progettato per spaventare gli adulti. La sua popolarità tra i bambini piccoli e la successiva diffusione online è qualcosa che va oltre le previsioni dei creatori del videogame. Scrive Forbes: «Sebbene la popolarità di Huggy Wuggy sia reale, i bambini non subiscono il lavaggio del cervello per atti di violenza; il peggio che la creatura può ispirare è un brutto sogno».

Cosa racconta la storia di Huggy Wuggy? Di sicuro c’è la necessità, ancora una volta, di una vera educazione digitale, per evitare che i bambini finiscano su contenuti che non sono adatti per la loro età o per la loro sensibilità. C’è la necessità di unire la protezione dei più piccoli alla consapevolezza dei meccanismi, spesso al di fuori della portata del singolo, che rendono diffuso (qualcuno direbbe virale) un oggetto o un personaggio fino a decontestualizzarlo – almeno in apparenza – e a farne una moda o un modello di business.

Di sicuro c’è anche la dimensione business che già accompagna Huggy Wuggy. Qualcuno ha infatti fiutato l’affare e l’inquietante pupazzo blu è in vendita (anche in abbinamento con quella che sembra una versione femminile, rosa con denti altrettanto aguzzi, Kissy Missy) su Amazon a prezzi che variano dai 15 ai 28 euro.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

1 thought on “Chi è Huggy Wuggy? Il pupazzo blu spaventa i genitori (e già sembra un affare)

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