È Natale, evviva la sindrome del Grinch (fonte immagine Pixabay)

Sorpresa: a Natale la “sindrome del Grinch” colpisce più di un italiano su due. È bello passare le feste in allegria, tutti insieme in famiglie allargate, scambiandosi regali pensati per l’occasione, con la voglia di condividere vita e affetti e lavoro e sfoggiare quell’abito rosso comprato proprio per la festa. E poi vuoi mettere le luci accese per tutta casa, le pietanze corpose che non finiscono mai, la cucina tradizionale e quella innovativa, il brindisi prenatalizio con i colleghi di lavoro, quelli di palestra, i vicini di pianerottolo e quell’amico che non vedevi da due anni ma a Natale siamo tutti più buoni… È talmente bello che gli italiani non ce la fanno più. Natale – udite udite – è una fonte di stress per quasi otto su dieci di loro. O forse: di noi.

 

È Natale e molti sono un po’ Grinch (fonte immagine Pixabay)

 

Molto bello, un po’ Grinch

Perché è tutto bello, tutto colorato, tutto musicale e musicato, e tutto deve essere talmente perfetto che il secondo istinto (dopo il primo, quello piacevole e allegro) è quello di spegnere tutto e arrivederci all’anno prossimo. Tanto più se a tutto si aggiunge (e si aggiunge, non c’è scampo) la catena degli auguri online in tutti i gruppi social dei quali siamo parte, con i messaggi per organizzare pranzi e cene, per decidere dei regali di scuola e con i millemila biglietti di auguri digitali che affollano le notifiche. E che fai, non rispondi?

È la sindrome del Grinch, dicono alcuni, quel personaggio restio a tutti i festeggiamenti dovuti e imposti e all’allegria esagerata che pervade lo spacchettamento dei regali infiniti, compresi quelli del cugino di terzo grado dello zio acquisito – anche se, con la crisi e il caro prezzi, è più facile che molti scappino dalle riunioni di famiglia proprio per evitare il caro regali. Un po’ serio, un po’ divertissement, un recente sondaggio della piattaforma MioDottore mette in evidenza tutte le fonti di stress che il Natale porta con sé.

La sindrome del Grinch colpisce più di un italiano su due

«A Natale si formano due schieramenti: c’è chi lo ama (42%) e chi è un po’ Grinch (58%), ma in fondo quasi tutti sono più stressati del solito», dice una nota.

E lo stressometro di Natale si impenna per mille motivi, più o meno seri, più o meno personali.

«Quando i panettoni svettano fieri nei supermercati e le Christmas carols più famose risuonano in ogni dove, c’è un 42% degli italiani che diventa felice in modo contagioso: sono loro i veri amanti del Natale – dice l’indagine – Poi ci sono quelli che “ci vediamo all’Epifania”, vuoi perché fanno parte degli indecisi che oltre alla lista dei regali hanno sempre appresso anche quella dei pro e dei contro delle festività (40%) o perché non riescono proprio a sopportare lo spirito natalizio che si respira in ogni angolo (18%). A prescindere dallo schieramento cui si appartenga, quello che è certo è che questo momento dell’anno è una fonte di stress per il 78% degli italiani».

Stress natalizio, perchè?

Da cosa deriva il malessere? Soprattutto da motivi familiari o lavorativi. Nel primo caso rientrano (per il 39% degli italiani) una situazione familiare delicata e complessa che rende difficile festeggiare il Natale con serenità oppure la condivisione forzata (per il 36%) della tavola con “parenti serpenti”. In parallelo, anche l’avvicinarsi della fine dell’anno lavorativo genera ansia: il 39% degli intervistati lamenta una maggiore preoccupazione causata dai numerosi impegni di lavoro, come bilanci, scadenze e pianificazioni per il nuovo anno.

C’è poi l’ansia da prestazione culinaria di chi cucina e prepara il banchetto per tutti. Il disagio di chi apprezza la socialità ma non le abbuffate interminabili. Il malessere di quel 10% di italiani che spera di eludere tutte le domande scomode sulla propria vita sentimentale (che la zia di secondo grado che non si vede dal pre-pandemia di sicuro farà). È alta anche la percentuale di quanti non si entusiasmano affatto nel cercare un abito elegante o natalizio per le occasioni mondane di stagione. Il 49% degli italiani preferisce (dice l’indagine) pantofole, pigiama e tuta, all’insegna della comodità. Magari con la messa in piega fatta, aggiungiamo noi.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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