mamma e figlio

Mamma contemporanea, una fotografia

La mamma contemporanea va sui social e naviga in mobile, perché ha poco tempo per leggere su carta o vedersi un film in tv. Sui social trova ispirazione anche per lo shopping, tanto è vero che le aziende sono sempre più attente agli investimenti nell’influencer marketing.

La mamma è sempre la mamma, o forse no, perché non ha lo stesso stile delle generazioni passate.

«Per la prima volta infatti si affacciano al mondo della maternità anche le donne della Generazione Z, consumatrici attente e critiche, poco fedeli alle marche, sempre connesse in un mondo ad alta velocità. Vere e proprie fast moving consumer mums come emerge dalla ricerca Monitor Mamme realizzata da Eumetra e FattoreMamma (2019)».

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Mamme social

Eccole qui, le mamme contemporanee fotografate da questa ricerca fatta su un campione di 2300 tra donne incinta e mamme con figli 0-11 anni da FattoreMamma, agenzia di comunicazione specializzata sul target mamma e famiglia. Una vera miniera d’oro per le aziende, sempre più attente alle mamme perché queste sono riconosciute come «i veri decisori d’acquisto». Dunque vanno raggiunte e conquistate, anche reclutando influencer ad hoc.

I social media sono infatti centrali per orientare gli acquisti e trovare ispirazione per lo shopping. E il mondo delle mamme non fa eccezione al fascino, per così dire, dell’influencer marketing – 2 italiani su 3 hanno comprato più volte un prodotto promosso da un influencer, dicono dalla ricerca.

Questa fotografia viene dal Momketing 2019, la conferenza dedicata al marketing di questo specifico target realizzata da FattoreMamma qualche giorno fa a Milano.

L’identikit della mamma, oggi

Qual è l’identikit della mamma di oggi? In media ha 34 anni, è informata e ha un ruolo attivo sui social: il 91% usa almeno un social al giorno e più della metà almeno due. È una mamma molto mobile per quanto riguarda l’uso degli strumenti di comunicazione, segno dunque – spiegano dalla ricerca – della necessità di flessibilità nei mezzi d’informazione.

«YouTube, Facebook e Instagram i suoi social preferiti e da quando è diventata mamma è aumentato del 32% il suo utilizzo di Internet da mobile – si legge in una nota – Cala invece la fruizione di tutti gli altri media (stampa, radio e TV) e si sposta sulle piattaforme on demand la visione dei contenuti televisivi. Un chiaro segnale che quando si hanno figli, i mezzi d’informazione e intrattenimento devono essere flessibili per adattarsi ai tempi di una donna super impegnata».

È una donna che deve conciliare maternità e lavoro, cosa che in Italia sembra nettamente più difficile.

Cosa chiedono le mamme ai brand?

La prima richiesta è attenzione alla sostenibilità, non solo ambientale. Quando fa acquisti, il 92% delle mamme sceglie una marca che si impegna ad essere trasparente, corretta verso i clienti e i dipendenti, attenta al pianeta e alla comunità. Attenzione poi al fattore prezzo: niente aumenti ingiustificati.

«Le mamme non perdonano le aziende che aumentano i prezzi in modo ingiustificato, tradiscono la loro fiducia e peccano di poca trasparenza».

Per essere rassicurate sui prodotti e sceglierli in maniera consapevole, cercano i consigli di altre mamme (84%) e privilegiano le recensioni on-line (77%).

Un’altra domanda che è stata posta nella ricerca è il tipo di pubblicità che fa presa su queste mamme “consumatrici in movimento veloce”. Ebbene, quella che funziona è la comunicazione che racconta storie e sentimenti. Le mamme bocciano gli stereotipi e le pubblicità sognanti. Via libera invece alle informazioni e ai messaggi chiari e rassicuranti. Ancora una chiosa. «Non si sentono solo mamme, ma vogliono riappropriarsi della loro identità di donne, anche se quando hanno un budget extra a disposizione lo spendono principalmente per i figli».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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