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La sostenibilità conquista le etichette dei prodotti. Che siano alimentari o detergenti, il vanto in etichetta di caratteristiche green e di sostenibilità viene premiato dai consumatori. Vince il claim “senza antibiotici”, il “best performer” per eccellenza della sostenibilità in etichetta: le vendite di questi prodotti aumentano a tripla cifra. Vincono i claim green che rivendicano le caratteristiche di biodegradabilità, compostabilità e uso di minor quantitativo di plastica nel packaging.

Alla scoperta della sostenibilità in etichetta

Alla scoperta della sostenibilità in etichetta va l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino realizzato da GS1 Italy in collaborazione con Nielsen. La sostenibilità in etichetta è stata analizzata ripartendola in quattro diversi panieri: managing sostenibile delle risorse, agricoltura e allevamento sostenibili, responsabilità sociale e rispetto per gli animali.

Nel complesso a giugno 2020 sono stati oltre 24 mila i prodotti che hanno presentato in etichetta un’indicazione volontaria relativa alla sostenibilità ambientale. Il paniere totale ha generato quasi 9,2 miliardi di euro di vendite. La sostenibilità in etichetta avanza e aumentano del +5,5% le vendite dei prodotti con un claim green in etichetta.

 

sostenibilità etichetta osservatorio immagino
Sostenibilità in etichetta. Osservatorio Immagino ottava edizione 2.2020

 

I quattro panieri della sostenibilità in etichetta

L’indicazione “managing sostenibile delle risorse” comprende quei prodotti che comunicano, ad esempio, l’uso di minore plastica o di materiali riciclati. I claim che rientrano in questo paniere sono nel dettaglio: sostenibilità, Sustainable cleaning (certificazione), riduzione impatto ambientale, con materiale riciclato, senza fosfati, biodegradabile, vegetale (nel cura casa e nel cura persona), riduzione sprechi, riduzione/controllo emissioni CO2, Ecolabel (certificazione), meno plastica.

In agricoltura e allevamento sostenibili sono compresi i claim biologico/ EU Organic, filiera/tracciabilità, senza OGM, biologico (solo nel cura persona), ingredienti 100% naturali, senza antibiotici, Ecocert (certificazione).

Il paniere della responsabilità sociale fa riferimento all’impegno delle aziende per condizioni  lavorative sostenibili e salvaguardia delle foreste. Comprende i claim FSC, UTZ, Fairtrade.

Nell’area rispetto degli animali rientrano le etichette della pasca sostenibile e quelle per il rispetto degli animali, con i claim Friend of the sea e cruelty free.

Riciclabile, compostabile, con meno plastica

Il managing sostenibile delle risorse comprende, nell’ultimo anno, 9.562 prodotti monitorati (pari all’8,3% del totale), che supera 4,7 miliardi di euro di giro d’affari e sono arrivati al 12,6% del sell-out totale del largo consumo confezionato monitorato, tra food e non food.

In un anno le vendite di questo settore sono aumentate del 5,2%.

I prodotti con il claim “sostenibilità” sono aumentati dell’8,5%, grazie all’ampliamento dell’offerta e per merito di diverse categorie, in particolare sughi e salse preparati surgelati, preparati per primi piatti, tonno sott’olio, surgelati vegetali, pesce preparato panato e gelati multipack.

Aumentano le vendite del 7% per i prodotti che per il packaging esibiscono il claim “riciclabile” (soprattutto acqua e detersivi per stoviglie a mano).

Ancora: i prodotti che dichiarano in etichetta l’uso di  packaging “con materiale riciclato” segnano più 6,9% per il giro d’affari, in particolare per shampoo, detersivi bucato lavatrice, detersivi per lavastoviglie e sacchetti per la spazzatura.

Aumentano le vendite per i prodotti con il claim “biodegradabile”: anno positivo, le vendite sono aumentate del 20,3%.

Su tutti vincono compostabile e meno plastica.

«La crescita più sostanziosa delle vendite dell’area sostenibilità – si legge sull’Osservatorio Immagino – l’ha messa a segno il claim “compostabile” che ha ottenuto il +54,4% di sell-out tra giugno 2019 e lo stesso mese del 2020. L’uso di un packaging dichiarato compostabile è risultato sempre più diffuso in molte categorie, come gelati in vaschetta, accessori usa-e-getta per la tavola, caffè macinato e crescenza. Aumento a due cifre (+29,5% annuo) anche per il sell-out dei prodotti venduti in confezioni con “meno plastica”. Un claim che ha aumentato la sua presenza soprattutto tra i detersivi per lavatrice e i saponi persona».

 

uova

 

Agricoltura e allevamento sostenibili: vince “senza antibiotici”

La sostenibilità in etichetta per agricoltura e allevamento comprende oltre 12 mila prodotti, il 10,5% del paniere complessivo, che hanno sfiorato i 2,7 miliardi di euro di vendite, in crescita annua del +6,1%. I prodotti più presenti sono quelli con il claim “biologico” e/o dal logo EU organic.

«Hanno rappresentato il 6,8% dell’offerta a scaffale e hanno visto crescere le vendite del +3,1% in un anno, in particolare in farine, uova, surgelati vegetali, carne bovina di terza lavorazione e bevande piatte. Il claim biologico ha continuato a crescere anche nei prodotti non food: nel cura persona, infatti, ha registrato vendite in aumento annuo del +5,1%».

Il boom di vendite c’è stato per il claim “senza antibiotici” che conferma il grande interesse fra i consumatori. Già lo scorso anno segnava più 62% di vendite, alla sua comparsa già prometteva una crescita veloce. I saranno famosi ora lo sono diventati, insomma.

«Il top performer dell’anno nell’area della sostenibilità è stato senza dubbio il claim “senza antibiotici”, che è arrivato su 124 prodotti e ha visto aumentare il giro d’affari del +51,7% in un anno, con uova di gallina e affettati tra le categorie più rilevanti».

Certificazioni etiche e rispetto per gli animali

Per responsabilità sociale e certificazioni etiche le vendite aumentano del 7,1%, in netto aumento rispetto alla tendenza comunque positiva dell’anno precedente (più 3,5%). Il risultato viene scomposto nelle seguenti performance: FSC più 7,1%, UTZ più 9,2% e  Fairtrade più 11,7%.

I prodotti che indicano in etichetta il rispetto e la salvaguardia degli animali segnano un aumento di vendite del 3,8%, riscattando così il -0,3% dei 12 mesi precedenti. «Determinante per questo risultato è stata la crescita del +4,8% della certificazione Friend of the sea a cui si è contrapposto il calo del -4,0% del claim “cruelty free”, penalizzato dalla contrazione dell’offerta».

La sostenibilità in etichetta dei prodotti a marca commerciale

La sostenibilità in etichetta conquista poi la marca del distributore, evidenzia l’Osservatorio Immagino.

Le quasi 6.500 private label che riportano sulle loro confezioni almeno un claim relativo al mondo della sostenibilità hanno fatturato 1,7 miliardi di euro, segnando una crescita di +10,2% in 12 mesi. Il 18% dei prodotti a marca commerciale esibisce un claim ecologico in etichetta.

I valori più segnalati sulle confezioni sono la sostenibilità agricola e negli allevamenti e la responsabilità sociale. Nonostante questa tendenza sopra la media, aggiunge però il dossier, «nel paniere dei prodotti a marca del distributore l’incidenza dei prodotti sostenibili è ancora bassa: la loro quota sul giro d’affari si ferma al 22,8%, contro il 24,4% detenuto dai prodotti “green” sul totale del largo consumo confezionato».

Anche nella marca del distributore il boom è per il claim “senza antibiotici” a più 198,9%, spinto insieme dall’aumento dell’assortimento (più 54,8%) e dal boom della domanda (più 144,1%).

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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