Estate, Confturismo propone: bonus vacanze a chi parte in periodi morti. Contraria Assoutenti

Estate, Confturismo propone: bonus vacanze a chi parte in periodi morti. Contraria Assoutenti

C’è voglia e bisogno di vacanza, dopo un anno e più di pandemia. Quasi metà degli italiani dice di avere bisogno di vacanza più che in passato. Ma la pandemia è anche un freno al bisogno di vacanza. Chi non parte lo fa soprattutto per la paura del contagio ma anche – con una quota non trascurabile – perché non ha voglia di fare una vacanza con condizioni restrittive che renderebbero l’esperienza più faticosa o meno piacevole e libera.

Altro dato da tenere presente: la pandemia cambia la scelta e l’assetto della vacanza perché chi è propenso a viaggiare tende a scegliere mete più vicine, meno frequentate e affollate, in periodi meno gettonati e con una minore disponibilità economica di fondo.

E attenzione: fra chi ha intenzione di andare in vacanza, il 43% prenoterà all’ultimo minuto.

 

voglia di vacanza
Voglia di vacanza fra salute e sostenibilità

 

Le vacanze degli italiani nell’estate 2021

È il quadro sul bisogno di vacanza, e sulle vacanze degli italiani nell’estate 2021, tracciato da una ricerca di BVA Doxa per l’evento Bit Digital Edition 2021 organizzato da Fiera Milano.

Il 67% degli italiani sta pensando di fare le vacanze estive quest’anno (per il 32% sicuramente sì e per il 34% probabilmente sì) e tra questi l’85% rimarrà in Italia.

Nella propensione a viaggiare, diminuisce la percentuale di chi è propenso a recarsi all’estero (dal 31% di dicembre 2020 al 26% di aprile 2021).

Una quota importante di chi intende andare in vacanza nei prossimi mesi ammette che prenoterà all’ultimo momento, poco prima di partire: la percentuale arriva al 43%. Solo il 9% ha già prenotato tutto mentre il 6% ha prenotato qualcosa. Il 42%, in pratica l’altra metà del campione, prenoterà nei prossimi due mesi.

Bisogno di vacanza, perché non si parte?

Non si parte per la paura del contagio, perché si teme una vacanza troppo all’insegna delle restrizioni (quindi poco piacevole) e anche per mancanza di soldi.

«Rimane comunque un 23% degli italiani che probabilmente o sicuramente non andrà in vacanza quest’anno, e tra le motivazioni – dice Doxa –  emerge soprattutto la paura per il rischio di contagio, che accumuna il 43% di chi non pensa che andrà in vacanza. Significativa è anche la quota di coloro che ammettono di non aver voglia di organizzare una vacanza sotto condizioni restrittive che renderebbero poco piacevole l’esperienza: sono il 33% di chi non andrà in vacanza, e addirittura il 47% dei giovani tra i 18-35 anni. Tra le ragioni indirettamente collegate alla pandemia, emerge la motivazione economica: il 32% non andrà in vacanza per non doverne affrontare i costi, una quota che aumenta soprattutto nella fascia d’età 50-64 anni, dove coloro che sono frenati dai motivi economici salgono al 43%».

 

bambino corre su riva del mare

 

 

L’impatto della pandemia sulla scelta della vacanza

Certamente dopo un anno e più di pandemia, per molti c’è l’esigenza di tirare il freno e viaggiare verso lidi lontani. Verso il mare, preferibilmente: in questo c’è un certo rispetto della tradizione.

Il mare è la scelta preferenziale del 74% degli intervistati. Anche se si fanno strada altre possibili destinazioni. Per il 22% si andrà in montagna o collina. Per il 15% sarà una vacanza itinerante. Il 13% indica la città d’arte e il 10% la vacanza nei piccoli borghi.

C’è bisogno di vacanza, si diceva. La pandemia rende il bisogno di evadere più intenso ma allo stesso tempo ha conseguenze pratiche nella scelta e nell’organizzazione della vacanza.

«Il 47% degli italiani dichiara di averne bisogno ancora più che in passato, soprattutto a causa del Covid19 e delle conseguenze, fisiche e psicologiche, che la pandemia ha portato. Ad ammetterlo sono soprattutto le donne (50%) e i giovani tra i 25 e i 44 anni (54%)».

Nel pianificare le proprie vacanze, il 29% cercherà di prendere in considerazione mete e periodi meno frequentati, il 21% prediligerà le mete più vicine a casa o comunque in Italia, mentre il 20% terrà sicuramente conto della minore disponibilità economica.

Vacanza in Italia…

Fra quanti quest’estate si sposteranno per andare in vacanza, l’85% dichiara che resterà in Italia. Il contesto influenza molto la scelta del tipo di vacanza e anche della destinazione. Per motivi diversi. Per il per il 26% viaggiare in Italia è una consuetudine consolidata già prima della pandemia. Oltre la metà, il 53% dice lo fa per sostenere l’economia italiana per la ripartenza delle attività o perché crede che sia una bella opportunità per conoscere il nostro Paese.

«E ancora: il 36% ammette che, di questi tempi, rimanere in Italia è un modo per fare una vacanza più semplice e rilassante rispetto ad andare all’estero (soprattutto per le procedure richieste), e infatti il 33% si sente più sicuro a rimanere entro i nostri confini a causa della situazione instabile (anche se i giovani ne sono tendenzialmente meno convinti). Solo il 9% vive il fatto di rimanere in Italia come “una costrizione”, una quota che però sale tra i giovanissimi (19%) che evidentemente si sentono più spinti dalla voglia di recarsi all’estero».

… e vacanza organizzata online

Sul solco di cambiamenti iniziati invece ben prima della pandemia si colloca l’importanza della dimensione online: la vacanza si organizza online e sempre il digitale e i social sono fonte di ispirazione e influenza nella scelta di mete turistiche, location e ristoranti.

Il 40% degli italiani, dice l’indagine Doxa, cerca località o informazioni per l’organizzazione delle vacanze online, su siti o blog di organizzazioni o strutture. Quasi a pari merito la quota di coloro che leggono recensioni online di altri turisti o viaggiatori che hanno fatto la stessa esperienza (39%) o che si affidano ai consigli di parenti o amici (35%).

Una quota minore, ma comunque significativa, si affida invece ad articoli o riviste a tema viaggio e vacanze che capita di leggere (19%). Il digitale è anche un canale che orienta e suggestiona. Il 35% viene influenzato sulla scelta dei luoghi da visitare,  il 31% sulla struttura, il 24% sul tipo di ristorante in cui mangiare.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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