spiaggia

Multiproprietà scadente, turista risarcito

Dall’Egitto alla Calabria, multiproprietà scadente e inaccessibile. Turista risarcito per danno economico e da vacanza rovinata

Aveva ceduto una multiproprietà in Egitto con la promessa di una più bella in Calabria. Ma aveva trovato un villaggio scadente e malservito. Confconsumatori Catania racconta la vicenda: holding condannata a risarcire anche la vacanza rovinata

Una multiproprietà scadente e inaccessibile. Altro che villaggio con piscina, giardini vista mare e spiaggia privata. Quello che prometteva la brochure informativa non era vero, perché la multiproprietà si trovava distante dal mare, malservita, fra l’altro in un villaggio ancora chiuso.

La vicenda è stata seguita da Confconsumatori Catania, che è riuscita a ottenere per il cliente – un catanese che si era rivolto a una holding italiana per permutare la sua multiproprietà in Egitto e acquistarne una più vicina in Calabria  – un risarcimento di 20 mila euro. Danno economico e danno da vacanza rovinata. Ma ci sono voluti anni.

Diversamente dalle caratteristiche pubblicizzate nella brochure informativa, il locale si era rivelato scadente, in un villaggio molto lontano dal mare e, in occasione della prima vacanza, ancora inattivo.

La vicenda

Un turista di Catania aveva una bella multiproprietà in Egitto dal valore di circa 10 mila euro, ma cercava un’alternativa sul mare più vicina a casa. Nel 2012 una Holding italiana gli proponeva una multiproprietà in Calabria in cambio del locale in Egitto e un ulteriore conguaglio di 8 mila euro. La brochure pubblicitaria descriveva il nuovo locale come situato sul mare, in un complesso turistico con grande piscina, con balconi e giardini vista mare e accesso a splendida spiaggia privata.

 

coppia al mare

 

Un prefabbricato in un villaggio chiuso

Diversa la realtà in cui si è imbattuto il turista, che nel 2013, arrivato nella località della vacanza insieme alla moglie, aveva trovato un villaggio di qualità inferiore a quello egiziano, molto distante dal mare e malservito: per arrivare alla spiaggia bisognava attraversare dei sottopassaggi della statale e della ferrovia.

La multiproprietà calabrese, spiega ancora Confconsumatori, era costituita da un prefabbricato con rifiniture modeste e quasi privo di aria e luce. Ma il peggio è che, all’arrivo della coppia, il villaggio era ancora chiuso, nonostante il pagamento anticipato di 220 euro per gli oneri di gestione; pertanto i due erano stati dirottati in una struttura alternativa. Alla fine la coppia, che aveva anche proposto la sostituzione con una multiproprietà nel villaggio in cui i due erano stati temporaneamente dirottati, si è rivolta a Confconsumatori Catania.

La condanna: danno patrimoniale e danno da vacanza rovinata

Dopo un lungo percorso, spiega ancora Confconsumatori, a fine luglio 2019 il Tribunale di Catania ha condannato la Holding a rimborsare il consumatore non solo del danno patrimoniale (circa 18.000 euro) ma anche per il danno da vacanza rovinata, ossia per i disagi subiti e per l’impossibilità di fruire della multiproprietà dal 2013 al 2019 (ulteriori 2500 euro). Per il giudice la brochure era ingannevole e la Holding aveva violato gli articoli 20, 21 e 71 del Codice del Consumo.

«La sentenza ribadisce che in materia di multiproprietà l’informativa commerciale deve essere effettiva e corretta – spiegano gli avvocati Maurizio Mariani e Carmelo Calì, che hanno difeso in giudizio il consumatore – Questi risultati sono di conforto e di enorme soddisfazione perché mettono dei punti fermi e fanno ben sperare per il futuro della tutela dei consumatori-turisti».

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