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L'estate 2019 si chiude col segno negativo per il turismo

Il turismo frena. Diminuiscono i turisti italiani e quelli stranieri. Mare, terme e laghi vedono un calo consistente delle presenze turistiche, mentre tiene la montagna. Segno positivo solo per le città d’arte.

A fine estate, quando ormai si cerca di tracciare il bilancio dei mesi appena trascorsi, e nonostante il buon andamento di agosto, la stagione turistica chiude con 2,3 milioni di presenze in meno rispetto allo scorso anno, un calo dell’1,1%.

«Un bilancio magro, su cui pesano incertezze meteo e rallentamento economico italiano ed internazionale, ma anche la ripartenza dei Paesi mediterranei nostri competitor».

 

relax sotto l'ombrellone

 

Turismo in calo

È quanto emerge dall’indagine realizzata da CST per Confesercenti-Assoturismo su un campione di 2.484 imprese ricettive. A scendere è soprattutto il mercato italiano, con un calo dell’1,5% pari 1,6 milioni di presenze in meno, mentre per gli stranieri la flessione è dello 0,7%: mancano all’appello 696 mila turisti dall’estero.

«Il primo consuntivo dell’estate 2019 ci consegna un quadro non incoraggiante per il settore, dopo il boom del 2017. Flessione dovuta alle cattive condizioni meteo del mese di maggio ma soprattutto alla ripresa della competizione internazionale – dice Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti – Questo significa che c’è ancora tanto da fare per stabilizzare i flussi turistici verso l’Italia e per fidelizzare i visitatori che hanno ripreso a frequentare altre mete del Mediterraneo».

Non tutte le aree, prosegue Confesercenti, hanno sofferto allo stesso modo. Il Nord Ovest segna il risultato migliore (+0,2%) grazie al leggero aumento della domanda straniera (+0,7%), mentre Nord Est e Centro hanno registrato i risultati peggiori, entrambi in calo del -1,6%. Cali più contenuti sono stati registrati nelle regioni del Sud-Isole (-0,6%), dove il mercato estero ha segnato il +1,2% e quello italiano il -1,5%.

 

oggetti simbolo della vacanza

 

Giù le terme e il mare, su solo le città d’arte

Diverso è l’andamento delle mete turistiche. I dati di Confesercenti dicono che le città d’arte hanno registrato un aumento stimato delle presenze al +0,4%, con un sensibile rafforzamento degli italiani (+1%) e una stabilità degli stranieri (+0,1%).

Le località balneari, invece, segnano -2% ( -2,9% gli italiani, -0,6% gli stranieri).  In calo anche campagna (-0,6%) e i laghi, che vedono un calo delle presenze del -1,9% (-2,4% di italiani e -1,8% dall’estero).  Vero crollo, invece, per le località termali: il trimestre segnerebbe il -4,1%, con un calo significativo sia degli italiani (-3,4%) sia degli stranieri (-4,9%). Tiene, invece, la montagna.

Il mercato straniero aumenta solo nelle città d’arte e in montagna. Aumentano sensibilmente le presenze da Francia e Europa dell’est; più contenuta la crescita da Paesi Scandinavi, Benelux, Spagna, Russia e Cina. Stabile il mercato statunitense, canadese e brasiliano, mentre sono in flessione quello tedesco, britannico, austriaco, giapponese e indiano.

Assoturismo ha accolto con favore il ritorno al Ministero dei beni culturali delle deleghe al turismo. E chiede di mettere questo settore fra le priorità dell’agenda politica.

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