Sicurezza stradale, ancora troppi decessi nella Ue (Foto di markus roider da Pixabay)

Ci sono ancora troppe vittime della strada in Europa. Troppe in senso assoluto e troppe rispetto agli obiettivi di dimezzarne il numero entro il 2030. Secondo i dati preliminari sui decessi a seguito di incidenti stradali relativi al 2022, diffusi dalla Commissione europea, con il ritorno del traffico ai livelli pre-pandemia, l’anno scorso le vittime della strada sono state circa 20.600, in aumento del 3% rispetto al 2021. A confronto con il 2019, anno precedente la pandemia, la tendenza è in calo con 2.000 vittime in meno (-10%). L’obiettivo dell’UE e dell’ONU è però quello di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2030 (rispetto ai dati del 2019).

Sicurezza stradale, tendenze diverse nella Ue

Gran parte dei progressi che ci sono stati durante la pandemia, con il calo del 17% delle vittime fra il 2019 e il 2020, non è andato perso e rispetto al 2019 il numero di decessi nel 2022 è diminuito del 10%. Ci sono però, dice Bruxelles, tendenze di segno diverso e opposto nei diversi Stati europei.

Le riduzioni più significative, superiori al 30%, sono state rilevate in Lituania e Polonia, seguite dalla Danimarca, dove la diminuzione è stata del 23%. Per contro, negli ultimi tre anni il numero di vittime della strada in paesi come Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Svezia è rimasto relativamente stabile o è aumentato.

La classifica generale dei tassi di mortalità dei paesinon è cambiata in modo significativo in confronto al periodo pre-pandemia. La media dell’UE è stata di 46 decessi per milione di abitanti.

In Italia il dato è superiore: 53 decessi per milione. In Italia le vittime della strada nel 2022 sono aumentate del 9% rispetto al 2021 mentre sono in calo del 2% rispetto al 2019.

 

Commissione europea sicurezza stradale 2022

 

Chi sono le vittime

Secondo i dati del 2021 (quelli del 2022 non sono ancora disponibili nel dettaglio), nella Ue il 52% delle vittime ha perso la vita su strade extraurbane, il 39% in aree urbane e il 9% in autostrada. Ogni 4 vittime della strada, 3 erano uomini (78%). Sul totale delle vittime della strada, il 45% erano conducenti o passeggeri di autovetture, il 18% pedoni, il 19% utilizzatori di veicoli a motore a due ruote (motociclette e ciclomotori) e il 9% ciclisti.

Molto diversa la situazione nelle città. Qui ci sono categorie molto vulnerabili. Gli utenti della strada vulnerabili, ovvero pedoni, ciclisti e motociclisti, hanno rappresentato poco meno del 70% del totale delle vittime. Gli incidenti con decessi che si sono verificati su strade urbane hanno visto coinvolti nella stragrande maggioranza dei casi automobili e autocarri, il che sottolinea la necessità di maggiori tutele per gli utenti della strada vulnerabili.

«Se da un lato è estremamente positivo il fatto che in molti Stati membri la bicicletta acquisisca sempre maggiore importanza all’interno del mix di mobilità, dall’altro lato destano preoccupazione i dati che riguardano il numero di ciclisti uccisi sulle strade dell’UE – scrive Bruxelles – Poiché continuano soprattutto a mancare infrastrutture adeguate, tra i vari utenti della strada i ciclisti sono l’unico gruppo non interessato da un significativo calo di incidenti mortali nell’ultimo decennio. In Francia, ad esempio, i dati preliminari per il 2022 rivelano un aumento del 30% degli incidenti mortali per i ciclisti rispetto al 2019».


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