Auto storiche, Codacons denuncia anomalie (Foto Pixabay)

Il mondo delle auto storiche, un affascinante tassello della cultura e della storia automobilistica italiana, è ora al centro di una bufera sollevata dal Codacons. L’associazione ha presentato un esposto ad Antitrust, Corte dei conti e Ministero dei Trasporti, denunciando una serie di anomalie nel settore che potrebbero portare a danni significativi sul fronte erariale e a conseguenze pesanti in termini ambientali e di sicurezza stradale.

Indagine Codacons: auto vecchie e pericolose registrate come auto storiche

In Italia, il fascino delle auto d’epoca è in costante crescita: su un totale di 40,2 milioni di auto circolanti nel paese, circa 4,3 milioni sono vetture di interesse storico e collezionistico, con un valore complessivo stimato in 104 miliardi di euro. Tuttavia, solo il 20% delle 553.000 vetture certificate come storiche avrebbe effettivamente i requisiti per ottenere le esenzioni fiscali previste dalle normative vigenti.

Il Codacons solleva il problema: l’80% delle auto certificate come storiche sarebbe ancora utilizzato quotidianamente come mezzi di trasporto, compresi furgoni commerciali in piena attività. Questa situazione ha sollevato dei dubbi circa l’effettiva aderenza delle vetture ai requisiti per ottenere il riconoscimento storico e le relative agevolazioni fiscali.

La normativa italiana sull’argomento, come definita dall’art. 60 del Codice della Strada e dall’art. 215 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, stabilisce chiaramente i criteri per l’iscrizione nei registri di interesse storico e collezionistico. Tuttavia, sembra emergere che tali registri, gestiti da associazioni private elencate dal Codice della Strada, richiedano un pagamento per l’iscrizione e per il rilascio della certificazione storica.

Il Codacons solleva inoltre preoccupazioni sul processo di certificazione stesso, affermando che questo è affidato a semplici amatori delle federazioni private senza una formazione adeguata né un riconoscimento ufficiale delle loro competenze. Questa disparità di valutazioni potrebbe portare a una qualificazione impropria di veicoli che, semplicemente vecchi e pericolosi, sono invece quotidianamente utilizzati come storici, con conseguenti agevolazioni fiscali ingiustificate.

La presunta formazione di un oligopolio da parte delle associazioni iscritte nei registri potrebbe generare un danno stimato intorno ai 30 milioni di euro all’anno, considerate le esenzioni fiscali di cui godono i proprietari di auto storiche. Di fronte a tali criticità, il Codacons ha chiesto un’indagine approfondita anche alla procura di Roma e Guardia di Finanza per accertare eventuali irregolarità nel settore delle auto storiche, con l’obiettivo di proteggere la concorrenza e le casse pubbliche.


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