Carburanti, Consiglio di Stato boccia il cartellone con il prezzo medio (Foto Pixabay)

Bocciato il cartellone con il prezzo medio dei carburanti. Una delle misure introdotte dal Governo come una “operazione trasparenza” per contenere i prezzi di benzina e diesel, il cartellone con il prezzo medio dei carburanti che i benzinai erano obbligati a esporre da agosto scorso, viene bocciato dal Consiglio di Stato. A renderlo noto è Staffetta Quotidiana.

Il Consiglio di Stato boccia il cartellone con il prezzo medio dei carburanti

Il Consiglio di Stato, rende noto Staffetta, ha annullato l’articolo 7 del decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy del 31 marzo 2023 che dispone l’obbligo di esporre nei punti vendita carburanti il cartellone con i prezzi medi regionali.

Con la sentenza 1806/2024 depositata oggi, i giudici amministrativi – spiega la testata specializzata – hanno accolto il ricorso del Mimit contro la sentenza del Tar che aveva annullato l’intero decreto per motivi procedurali ma, entrando nel merito, ha annullato l’articolo 7 del provvedimento la cui prescrizione “si presenta come manifestamente irragionevole e sproporzionata“.

Per un verso, si legge nella sentenza riportata da Staffetta, “si impone di rendere conoscibile nei singoli punti vendita una informazione che il consumatore può avere (in forma ben più completa visto che è possibile sapere anche quale distributore applica i prezzi più bassi nella zona di riferimento) collegandosi al sito del Ministero ovvero scaricando delle app; per altro verso si addossano i relativi costi informativi unicamente in capo ai distributori imponendo loro degli oneri irragionevoli e sproporzionati rispetto alla limitata utilità che l’informazione relativa al prezzo medio, in sé considerata, può avere”.

Per intervenire di nuovo il Ministero dovrà dunque valutare le idonee misure e attuare il decreto legge “senza gravare i distributori di oneri eccessivi e impropri rispetto alla effettiva utilità di rendere conoscibile presso il singolo distributore il prezzo medio regionale”. Analizzando la sentenza, Staffetta spiega che il Consiglio di Stato di fatto fa proprie le considerazioni dell’Antitrust sull’inutilità del cartellone ai fini della concorrenza. Il prezzo medio dice solo che in ambito regionale o nazionale (per le autostrade) esistono distributori che hanno un prezzo più basso o più alto di quello in cui si trova il consumatore.

Ma “il consumatore non sa (semplicemente leggendo il cartello del prezzo medio) dove sia il distributore che pratica prezzi inferiori: potrebbe essere anche a centinaia di chilometri di distanza nella stessa regione. Come rilevato dal Presidente AGCM nella citata audizione, un impianto di distribuzione di carburanti risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza (o, alternativamente, raggiungibili in un tempo di percorrenza limitato), in quanto soltanto gli impianti più vicini possono costituire una concreta alternativa per il consumatore che necessita di rifornire la propria vettura”.

Inoltre il consumatore si può collegare al sito  https://carburanti.mise.gov.it/ospzSearch/zona per conoscere sia il prezzo medio regionale sia dove si trovano i distributori che hanno prezzi più bassi in una determinata zona. Oppure può consultare una delle app che offrono questo servizio.

 

Carburanti, Tar Lazio annulla obbligo di esposizione prezzo medio (Foto Pixabay)

 

UNC: “Nessun danno per i consumatori”

Il cartellone con il prezzo medio era scattato lo scorso agosto accompagnato da polemiche e dubbi da parte sia degli esercenti, che denunciavano il pericolo dell’allineamento al rialzo dei prezzi, sia delle associazioni dei consumatori.

Nessun danno per i consumatori”, commenta oggi l’Unione Nazionale Consumatori davanti alla bocciatura del Consiglio di Stato, perché il prezzo medio non ha influito sull’andamento dei prezzi dei carburanti.

Spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «L’informazione al consumatore è utile quando è perfetta, non quando è distorta e sbagliata, come è quella di accontentarsi di andare a fare il pieno da chiunque ha un prezzo più basso della media regionale invece che da chi fa i prezzi più bassi ed è meno caro di tutti gli altri. Ci domandiamo, invece, dove sia sparita l’app carburanti prevista dal decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5, che educherebbe gli automobilisti a fare il pieno nel distributore meno caro della zona. Dopo oltre un anno dalla sua previsione è sparita dai radar. Quella sì che sarebbe utile»

Codacons: la misura non ha prodotto gli effetti sperati

Lo stop del Consiglio di Stato al cartellone con il prezzo medio dei carburanti, aggiunge il Codacons, “non avrà effetti sui consumatori perché la misura, nonostante garantisse maggiore trasparenza ai cittadini, non ha prodotto gli effetti sperati sul fronte del contenimento dei listini alla pompa”.

Aggiunge il presidente dell’associazione Carlo Rienzi: «Avevamo da subito evidenziato come i cartelli con i prezzi medi della benzina non avrebbero avuto alcuna conseguenza sul fronte della riduzione dei listini alla pompa. Questo ovviamente non significa che il Governo non faccia bene ad intervenire sul fronte dei carburanti, ma deve farlo sia con misure più incisive in grado di difendere i consumatori dalle speculazioni, sia riducendo la tassazione che vige su benzina e gasolio».


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1 thought on “Carburanti, il Consiglio di Stato boccia il cartellone con il prezzo medio

  1. “Nessun danno per i consumatori”, commenta oggi l’Unione Nazionale Consumatori davanti alla bocciatura del Consiglio di Stato, perché il prezzo medio non ha influito sull’andamento dei prezzi dei carburanti.

    vero niente, ci sono prezzi di cartello definiti proprio dal prezzo medio di arburante, vedi Bassano del grappa o Conegliano in veneto

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