Caro voli, si cambia. Verso più poteri all’Antitrust (Foto Pixabay)

Caro voli, si cambia. Il Governo modifica la norma sul caro voli, eliminando il tetto ai prezzi e affidando all’Antitrust il potere di verificare l’eventuale iniquità del prezzo della compagnia aerea, in base ai principi di abuso di posizione dominante e di intesa restrittiva della concorrenza. È quanto emerge da una serie di anticipazioni stampa che annunciano modifiche al decreto Asset e alle norme sul prezzo dei voli, che hanno creato, fra l’altro, un fronte di attrito continuo con Ryanair. La compagnia infatti ha intrapreso una vera e propria guerra contro il decreto di agosto e ha annunciato il taglio dei voli per la Sardegna e per la Sicilia, arrivando ad attaccare anche l’Enac.

Caro voli, i cambiamenti: più poteri all’Antitrust ma salta il tetto ai prezzi

Il governo dovrebbe intervenire sul caro voli con un apposito emendamento al decreto Asset visionato da Il Messaggero. Secondo le anticipazioni della testata, l’intervento dovrebbe prevedere “più poteri all’Antitrust per limitare l’utilizzo degli algoritmi delle compagnie aeree (in primis le low cost), che gonfiano i costi dei biglietti. Ma anche l’eliminazione del tetto massimo ai prezzi delle tratte per Sicilia e Sardegna (200% dei costi medi durante l’alta stagione), che diventa solo uno dei criteri per i possibili nuovi interventi dell’Authority contro i rincari esagerati”.

L’Antitrust avrebbe la facoltà di multare le compagnie in caso di ricorso agli algoritmi per intese restrittive della concorrenza o abuso di posizione dominante, eventualmente di imporre misure contro le distorsioni del mercato e di stilare un documento con i diritti degli utenti per la “trasparenza delle condizioni di prezzo praticabili dalle compagnie”.

Come riporta anche l’Ansa, “in un emendamento al dl asset l’esecutivo elimina il tetto ai prezzi (200% del costo medio) e per limitare l’utilizzo degli algoritmi affida poteri all’Antitrust che verificherà l’eventuale iniquità del prezzo della compagnia aerea, in base ai principi di abuso di posizione dominante e di intesa restrittiva della concorrenza. Le condotte praticate sulle rotte per le isole, il periodo di picco di domanda stagionale e i prezzi superiori del 200% della tariffa media del volo – è scritto nella relazione tecnica – sono considerati circostanze e indizi dei quali l’Autorità può tener conto”.

UNC: l’Antitrust intervenga anche per pratica scorretta

Per l’Unione Nazionale Consumatori non basta.

«Bisogna che l’Antitrust possa intervenire non solo per abuso di posizione dominante o intesa restrittiva della concorrenza, ma anche per pratica commerciale scorretta – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Se è un bene eliminare il tetto del 200%, che di fatto avrebbe reso la norma inapplicata, lasciando più discrezionalità all’Authority, il punto è che va considerata una pratica scorretta quella di modificare il prezzo di vendita a seconda della profilazione web dell’utente. Gli algoritmi consentono alle compagnie aree di avere il tipico vantaggio del monopolista: la discriminazione del prezzo. Discriminare l’acquirente in base ai suoi interessi, alle sue navigazioni web, è anche una violazione della Legge sulla privacy, oltre che degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo».


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